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Quale reazione di fronte ai numeri che danno per sconfitta la legalità?

Parleremo di sicurezza a Napoli e lo faremo mettendo in relazione due operazioni, solo apparentemente lontane tra loro. Una che ha visto protagonista la polizia municipale a giugno, scenario il quartiere Sanità; l’altra la polizia di Stato, a luglio, in zona di Montesanto.

Ciò che è accaduto alcuni giorni fa, a pochi metri da uno dei pochi pronto soccorso della città ancora attivi e che si sono salvati dalla furia dei tagli alla spesa sanitaria regionale degli anni Duemila – Ospedale San Gennaro: pronto soccorso chiuso nel corso del 2018 per essere riconvertito in presidio sanitario territoriale; Santa Maria degli Incurabili: chiuso definitivamente per inagibilità strutturale nel 2023; Ospedale Loreto Mare: definitiva cessazione dell’attività di pronto soccorso avvenuta nel 2022; Ospedale Ascalesi: senza più accettazione d’urgenza dal 2013 – ha fatto il giro del mondo.

Napoli e le favelas sudamericane. Accostate dall’opinione pubblica mondiale con poche possibilità di replica. Soprattutto, se guardiamo ai numeri della carneficina quotidiana, ben diversa dalla guerra di camorra degli anni Ottanta. Perché oggi, a cadere vittima della follia omicida di pezzi impazziti della società, non sono camorristi ma degli innocenti (in un elenco incompleto e ci scusiamo con chi abbiamo, senza volerlo, dimenticato: Silvia Ruotolo, Annalisa Durante, Pasquale Romano, Attilio Romano, Gianluca Ciminiello, Dario Scherillo, Petru Birladeanu, Gaetano Montanino, Lorenzo Spasiano, Fabio Ascione, Francesco Pio Maimone, Santo Romano, Giovanbattista Cutolo).

Torniamo ai due fatti messi in relazione

I controlli alla Sanità di giugno e i controlli a Montesanto.

Due dati saltano all’occhio: preponderante la presenza tra i veicoli fermati, quelli con targa estera; elevato il numero di persone identificate con precedenti penali. In particolare, l’unico fermato che aveva conseguito il permesso di guidare, aveva la patente revocata. Tutti gli altri non l’avevano, punto. Tutti i fermati sulle due ruote non indossavano il casco e quelli senza targa polacca erano sprovvisti dell’assicurazione obbligatoria.

Spostiamoci adesso a Montesanto

Dopo le passeggiate con kalashnikov e pistole la polizia di Stato ha messo a ferro e fuoco l’intero quartiere, controllando quasi mille persone. Ebbene, un terzo dei fermati ha precedenti penali. Si è scoperto, inoltre, che l’area è una di quelle specializzate nel far sparire oro e orologi di valore, frutto di scippi, rapine e truffe.

Per onorare i numeri

Montesanto. Nel corso del servizio, gli agenti hanno identificato 969 persone, di cui 303 con precedenti di polizia, e controllato 431 veicoli; sono state, contestate 18 violazioni del Codice della Strada. Ancora, gli operatori hanno denunciato 4 persone, di età compresa tra i 25 e i 33 anni,  per ricettazione. Sequestrata un’ingente quantità di denaro, monili, un orologio Rolex, un bilancino di precisione ed un kit per il test dell’oro.

Rione Sanità. Nel corso di un’attività di contrasto all’illegalità e di tutela della sicurezza stradale con impegnata la polizia locale, in pochi minuti vengono elevati 44 verbali, contestate due denunce e recuperato un veicolo risultato rubato. Gli agenti hanno contestato sei infrazioni per guida senza patente, con conseguente fermo amministrativo dei veicoli per 90 giorni, elevato una ventina di verbali per circolazione senza copertura assicurativa, per omessa revisione e per guida senza casco protettivo. Poi, c’era chi guidava con la patente scaduta, chi circolava su mezzi che non erano più registrati al Pubblico registro automobilistico e chi utilizzava veicoli sottoposti a sequestro dell’autorità giudiziaria.

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