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Largo Maradona Napoli riqualificazione con murale di Diego Armando Maradona

Il Pibe de oro o l’oro del Pibe?

A leggere che nel nome di Maradona ancora si fanno soldi, fa un po’ rabbrividire e un po’ sorridere. Perché è ovvio che sia così, poiché in vita il campione di calcio è stato una vera e propria macchina di soldi e di lui in tanti si sono approfittati.

Viene da sorridere, poi, pensando all’intuizione di due bravi giornalisti, i colleghi Luca Maurelli del Secolo d’Italia e Giuseppe Pedersoli, noto commercialista e editorialista delle pagine napoletane di Repubblica.

Autori, a doppia firma, del fortunato “L’oro del Pibe”, anno 2008, Edizioni Scientifiche Italiane. Pubblicato nel periodo in cui El Dios doveva vedersela con il Fisco italiano!

La notizia è che il pallone della storica partita Inghilterra-Argentina di 40 anni fa, giocata il 22 giugno 1986 allo stadio Azteca di Città del Messico, sarà messo all’asta con una base di partenza di 2,5 milioni di dollari, ovvero 2,1 milioni di euro. La data scelta è il prossimo 22 agosto, quando la casa d’aste Heritage Auctions, potrà battere il “gavel” del banditore, con profitti sicuramente astronomici.

Questo non è un pallone qualunque, siglato Adidas. È quello con cui Diego Armando Maradona segnò due reti agli inglesi: la Mano de Dios e il Goal del secolo. Secondo gli esperti potrebbe raggiungere la valutazione di 10 milioni di dollari (8,7 milioni di euro).

Torniamo al match Fisco vs Maradona

“Quando il fisco italiano bussò per la prima volta alla porta della reggia napoletana di Diego Armando Maradona, nessuno rispose. Sloggiato e sconosciuto, scrisse il messo notificatore su un pezzo di carta. Sconosciuto? Proprio lui, il Re di Napoli, uno degli uomini più famosi al mondo, il calciatore del secolo… Fu l’inizio della fine, il segnale che scatenò la caccia all’uomo e la vorticosa rincorsa all’oro del Pibe. Qualcosa o qualcuno aveva incastrato Diego: la sua strafottenza, la congiura di un Paese ingrato o un sistema di leggi che perseguita Maradona e il signor Nessuno anche quando sa di avere torto?”. Questa la sinossi del volume.

La storia di Diego, raccontata dai due autori, era anche quella di tante persone meno note e lo spunto per raccontare tante vicende di ordinaria ingiustizia e un Fisco che talvolta combatte con il machete solo chi non sa difendersi. Un Fisco che ancora oggi non ha fatto “pace” con i cittadini contribuenti.

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