La grande musica del Ravello Festival
Per chi si fosse perso l’appuntamento di ieri con il compositore Luca Francesconi, figura tra le più autorevoli della musica contemporanea europea, al Ravello Festival ci sono altri due imperdibili appuntamenti nel weekend. Uno dei quali ancora con lui.
Oggi, il compositore milanese sarà nuovamente protagonista con Risonanze d’Orfeo, alle ore 18, nella chiesa di San Giovanni del Toro, affidato ai Fiati dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretti dallo stesso autore. Commissionata nel 1993 dal Festival di Anversa e dal Nederlands Blazers Ensemble, la composizione costituisce una raffinata parafrasi strumentale dei primi due atti dell’Orfeo di Monteverdi: un lavoro che non trascrive semplicemente il capolavoro monteverdiano, ma ne lascia affiorare la memoria attraverso nuovi timbri e nuove prospettive d’ascolto, nel segno di quella poetica della riscrittura che ha caratterizzato una parte significativa della musica del Novecento.
La giornata prosegue, alle ore 20.15, sul Belvedere di Villa Rufolo, con uno degli appuntamenti più attesi del Festival: L’Orfeo di Claudio Monteverdi, eseguito in forma di concerto da Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya diretti da Jordi Savall. Considerata l’opera che segna la nascita del teatro musicale moderno, questa favola in musica rappresentata per la prima volta nel 1607 alla corte dei Gonzaga conserva ancora oggi intatta la propria straordinaria forza innovativa. Il mito di Orfeo, nelle mani di Monteverdi, è una riflessione sul potere stesso della musica: il canto capace di commuovere uomini, dei e spiriti infernali, di piegare Caronte e tentare l’impossibile, fino a trasformarsi nella metafora più alta del teatro musicale europeo.
A guidarne l’esecuzione sarà Jordi Savall, interprete di riferimento del repertorio barocco, alla testa dei suoi storici ensemble. Il cast riunisce Mauro Borgioni (Orfeo), Marie Théoleyre (Euridice e La Musica), Sara Mingardo (La Messaggera), Marianne Beate Kielland (Speranza e Proserpina), Salvo Vitale (Caronte e Plutone) e Furio Zanasi (Apollo).
Ad accompagnare il pubblico nell’ascolto sarà, alle ore 17 a Palazzo Avino, l’incontro con Gregorio Moppi e Carlo Fiore, dedicato proprio alla genesi dell’opera monteverdiana e al suo significato nella storia della musica.
Il secondo weekend si concluderà domenica 12 luglio alle ore 20, sul Belvedere di Villa Rufolo, con il concerto dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu, tra i più importanti interpreti romeni contemporanei. L’appuntamento rappresenta uno dei momenti culminanti del semestre romeno dell’Anno culturale Romania-Italia 2026, prestigiosa iniziativa promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e del Presidente della Romania Nicușor Dan.
Il programma propone un ideale itinerario tra identità nazionale, virtuosismo e grande balletto romantico. Si apre con la Rapsodia romena n. 2 di George Enescu, pagina sospesa tra malinconia e memoria popolare; prosegue con il Concerto per violino n. 2 “La campanella” di Niccolò Paganini, capolavoro assoluto del virtuosismo ottocentesco, e si conclude con la Suite dal Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, sintesi perfetta della poetica del grande balletto russo, tra fiaba, eleganza coreografica e tensione drammatica.
L’introduzione all’ascolto sarà affidata, alle ore 18.30 a Villa Rufolo, al musicologo Alessandro Cammarano.
