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Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile

CICILIANO: “I TERREMOTI NON FANNO I MORTI, ma I PALAZZI COSTRUITI MALE”

Non è il terremoto il vero assassino, ma l’incuria, l’abusivismo e decenni di costruzioni fatte male. È questo il messaggio netto, quasi brutale nella sua semplicità, lanciato dal Commissario straordinario Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile, intervenuto a margine dell’inaugurazione della mostra “Terremoti d’Italia”, dedicata alla sensibilizzazione sul rischio sismico e bradisismico nei Campi Flegrei.
Una frase destinata a far discutere, soprattutto in un territorio come quello flegreo, dove da mesi il tema delle scosse e della paura è diventato parte della quotidianità.

Il vero pericolo non è la terra che trema

“I terremoti non fanno morti. I morti vengono fatti dai palazzi costruiti male.”
Una dichiarazione che sposta completamente il punto di vista: il problema non è la natura, ma come l’uomo sceglie di conviverci. Ciciliano ha voluto sottolineare come la prevenzione e la sicurezza edilizia siano le vere armi contro il rischio, più ancora dell’allarmismo che spesso domina il dibattito pubblico.
Il riferimento è chiaro ai Campi Flegrei, dove il fenomeno del bradisismo continua a preoccupare residenti e istituzioni. Ma il messaggio va oltre l’emergenza del momento: riguarda anni di urbanizzazione disordinata, abusi edilizi e controlli spesso troppo deboli.
Secondo Ciciliano, se anche grazie a questa campagna di sensibilizzazione “anche una sola casa rimane in piedi”, allora l’obiettivo sarà stato raggiunto. Una frase che suona quasi come una condanna implicita verso chi, per troppo tempo, ha costruito ignorando regole e sicurezza.

Contributi sì, ma niente sconti per l’illegalità

Sul fronte delle abitazioni danneggiate, il capo della Protezione Civile ha chiarito che il contributo pubblico coprirà il cento per cento dei costi di ripristino. Diverso invece il discorso per gli interventi di prevenzione sulle case vulnerabili ma ancora integre: in quel caso è prevista una compartecipazione economica tra Stato e proprietari.
Ma c’è una linea rossa che non si può superare: la legalità.
Le abitazioni abusive, ma anche quelle che presentano difformità edilizie, non potranno accedere ai contributi. Nessuna eccezione.
Un principio che, secondo Ciciliano, frena spesso la corsa alla messa in sicurezza: molti preferiscono evitare controlli piuttosto che affrontare irregolarità mai sanate. Tradotto: si preferisce rischiare il crollo piuttosto che mettere in regola una veranda.
Ed è forse proprio qui che il problema diventa culturale, prima ancora che strutturale.

America’s Cup e Campi Flegrei: grandi eventi senza paura

Ciciliano è intervenuto anche sulle polemiche relative all’America’s Cup e ai timori dei residenti rispetto alla convivenza tra grandi eventi internazionali e criticità territoriali.
La sua posizione è chiara: Napoli non può permettersi di rinunciare a un’occasione del genere.
“La scelta fatta su Napoli è strategica non solo per il territorio, ma per l’intero Paese.”
Secondo il capo della Protezione Civile, l’evento rappresenta una vetrina mondiale e un asset fondamentale per l’immagine dell’Italia. Il punto, però, non è ignorare i problemi, ma imparare a convivere con essi. “Convivere con i fenomeni significa non subirli ma neanche aggredirli.”
Una riflessione che riguarda il bradisismo, ma anche il rapporto più ampio tra città e territorio: non si può fermare la vita di un quartiere, né congelare il futuro di Napoli per paura. I Campi Flegrei convivono da millenni con questi fenomeni e, secondo Ciciliano, è possibile farlo ancora oggi, con maggiore consapevolezza e responsabilità.
La mostra “Terremoti d’Italia”, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alla Regione Campania e realizzata con il contributo dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, della Federico II, di Fondazione Inarcassa e di Città della Scienza, nasce proprio con questo obiettivo: trasformare la paura in conoscenza.
Perché il terremoto si può prevedere poco. Ma i disastri annunciati, quelli sì, spesso si scelgono.

Manuela Bottiglieri