Criminalità: i numeri danno ragione al ministro, la realtà appare diversa
A Napoli non c’è nessuna emergenza. Parola del ministro dell’Interno. Non li ha citati, ma con ogni probabilità Matteo Piantedosi, in città per prendere parte al Comitato di ordine pubblico e sicurezza in Prefettura, faceva riferimento alle percentuali fornite alla fine dello scorso anno nello stesso luogo.
Tutti gli indici di delittuosità segnano un calo: omicidi volontari (- 9,38 per cento), furti (- 2,78), rapine (- 5,31), estorsioni (- 12,40). Pur ammettendo “che c’è un eccessiva diffusione di armi, in particolare tra i giovanissimi che va contrastata”.
Intanto, in questi primi mesi del 2026, si sono registrati 14 omicidi volontari e diversi episodi allarmanti, l’ultimo dei quali quello dell’uomo incappucciato con un mitra tra le mani a Montesanto.
Allora, chi ha ragione? Lo Stato che rassicura la cittadinanza o quello che ogni giorno (e, soprattutto, ogni notte) i cittadini vedono e sentono in una città che appare pericolosa e compromette il senso di sicurezza di chi vi abita?
Intanto, una conseguenza dello spadroneggiare dei “soliti” camorristi, dei cani sciolti, delle baby gang, dei maranza e degli extracomunitari fuori controllo c’è ed è positiva: sono in arrivo 300 nuove telecamere.
Si aggiungeranno alle circa 900 già in dotazione. Già dallo scorso anno l’area metropolitana beneficia di circa 1500 uomini delle forze dell’ordine e altri 150 arriveranno presto. Il ministro è stato, però, costretto ad ammettere che questo personale è andato finora a coprire le uscite per pensionamento.
