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Morire di lavoro, senza un perché

A distanza di un anno e quattro mesi dalla tragica fine di Tommaso Altobelli, sono ancora sconosciute le cause del decesso avvenuto durante il lavoro. Era il 25 marzo 2025 e sulle circostanze della morte c’è solo la testimonianza di un collega, con lui all’interno di un condominio di Casalnuovo di Napoli, durante lavori di ristrutturazione.

Il racconto fatto ai familiari del defunto è agghiacciante. Erano state ultimate alcune opere di riparazione in un area di proprietà dello stabile ed erano in corso le attività di smontaggio delle impalcature.

In quel momento la vittima, ancora abbracciato a un asse di legno, quasi che fosse la sua ancora di salvezza, batteva violentemente al suolo con la testa. Solo il tempo di di dire: “Mi fa male”. Poi, il buio. La perdita dei sensi e il decesso. All’arrivo dei soccorsi il destino del povero Tommaso si era già compiuto.

La Procura di Nola, competente per territorio, aprì immediatamente un fascicolo, disponendo l’autopsia e l’indagine informatica sui telefoni cellulari dei due colleghi.

A tutt’oggi, però, nonostante siano ampiamente scaduti i termini delle indagini difensive, nessuna risposta è stata data alla famiglia. Adesso è il legale di fiducia, Luigi Ferrandino, ha chiedere che si faccia tutto il possibile per dare una risposta al dolore della famiglia Altobelli.

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