Napoli e le sue continue trasformazioni
La trasformazione di Napoli attraverso la rigenerazione dei suoi quartieri. Partire dalla Sanità per aprire un confronto. Sarà questo il tema che si affronterà lunedì 28 settembre alle ore 17.30, presso la sala conferenze del Museo Darwin-Dohrn (DaDoM) in Villa Comunale.
I cambiamenti che avvengono nelle città non solo riguardano tutti noi, ma toccano la necessità di indirizzare la vita delle persone verso modi e opportunità di fruizione di spazi in grado di rispondere alla domanda di bellezza, di ricchezza nella offerta di servizi, di facilità nelle relazioni e negli spostamenti.
Un complesso di attività che sono parte integrante della vita sociale, culturale e politica dello spazio urbano. Interrogarsi, dunque, su quale può e deve essere la trasformazione di Napoli è essenziale per chi da anni pone impegno e passione al centro del proprio agire.
Entra così in gioco il tema dei quartieri. Perché Napoli è una città molteplice, con un patrimonio, una configurazione sociale e urbanistica, delle peculiarità diverse per ognuno delle dieci municipalità di cui si compone il suo territorio.
Esistono alcuni casi di successo come quella del Rione Sanità, dove si è realizzato un percorso molto interessante di rigenerazione urbana, culturale e sociale che può sicuramente offrire spunti di valore anche per altri territori.
Ma, occorre saper andare oltre la celebrazione del buon esito di quell’esperienza, per individuare nuove traiettorie di sviluppo in linea con le sfide del nostro tempo e con le specificità dei diversi quartieri.
Partecipano al confronto: Pasquale Calemme, presidente Fondazione San Gennaro; Stefano Consiglio, presidente Fondazione con il Sud; Daniele Pitteri, presidente Mecenate90ETS; Lello Serao, direttore artistico Teatro Area Nord; Sveva Ventre, presidente Collettivo Zero.
Conclude Laura Lieto, vice sindaco e assessore all’Urbanistica Comune di Napoli.
Moderano Emilia Leonetti, presidente Vivoanapoli APS e Giulio Maggiore, socio Vivoanapoli APS
Saluti di benvenuto affidati a Roberto Di Lauro, presidente Fondazione Dohrn.
