Napoli, costruita intorno ai tombini (e alle buche)
Ci sono quelli con una mamma certa, partoriti da una bocchetta stradale. Altri che nascono figli di N.N. e magari ieri non c’erano e oggi, puoi giurarci, sì. Ma i peggiori sono sicuramente quelli a “trincea”, che percorrono per intero la via, da destra a sinistra, e evitarli è impossibile. Parliamo delle buche stradali, i fossi. ‘E fuosse, come si chiamano più o meno affettuosamente a Napoli.
Napoli che, si sa, è una città costruita intorno ai tombini. Fortunata, da un punto di vista estetico, perché beneficia di strade fatte con la ormai rara pietra del Vesuvio oppure con i cosiddetti sanpietrini, i blocchetti di porfido, vere e proprie opere d’arte poco adatte però a sopportare il peso dei veicoli moderni, dei camion e dei pullman.
Nella classifica delle strade più sconnesse e rovinate della città noi inseriamo via Castantinopoli, che contiene in sé tutte le tipologie: buca da perfido porfido, tombino da immersione e lo spietato fosso trincea.
I danni ai veicoli variano in base alla profondità, all’ampiezza e alla concentrazione alla guida. Raccomandiamo di prestare sempre la massima attenzione e, quando piove, ad affidarsi al proprio santo di riferimento.
E voi, quale strada ci suggerite e quale tipologia di “fuosso” avete incontrato?
