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Crisi d’impresa, da Benevento un modello salva aziende

L’avvocato Antonio Pio Morcone e l’advisor finanziario Tommaso Izzo sono stati protagonisti di uno dei pochi casi italiani di applicazione concreta del Codice della crisi impresa e dell’insolvenza, in particolare l’art. 23, comma 2 bis .

Arriva dal Sannio un caso destinato a diventare punto di riferimento nazionale nel nuovo diritto della crisi d’impresa. Si tratta dell’accordo transattivo sottoscritto il 30 aprile scorso tra la Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate di Benevento e una nota azienda della provincia, che meglio rappresenta lo strumento che consente di affrontare tempestivamente le difficoltà aziendali salvaguardando continuità produttiva e occupazione

La procedura è ancora poco utilizzata in Italia ed è applicata in un numero limitato di casi. Quasi per niente nel Mezzogiorno, dove spesso le crisi aziendali sfociano direttamente in liquidazioni o chiusure definitive. Invece, il caso beneventano dimostra che anche al Sud è possibile costruire percorsi avanzati di risanamento attraverso professionalità altamente specializzate e una collaborazione concreta tra impresa, professionisti e amministrazione finanziaria.

L’azienda coinvolta, specializzata nella lavorazione di manufatti in metallo duro, si è trovata ad affrontare una crisi determinata dall’aumento del costo di materie prime strategiche come tungsteno e cobalto, dalla pressione energetica, dalla crisi del settore automotive e dalla concorrenza asiatica.

Attraverso la composizione negoziata si è riuscito a evitare una soluzione liquidatoria, preservando valore industriale, know-how e occupazione.

L’accordo raggiunto con l’Agenzia delle entrate ha offerto all’azienda la falcidia del debito di 700 mila euro, ovvero la riduzione consensuale dell’ammontare complessivo con possibilità di spalmare il residuo in rate semestrali fino al 2029.

Tale intervento falcidatorio si è rivelato essere il principale fattore di riequilibrio finanziario, trasformandosi nel vero e proprio ossigeno finanziario necessario a garantire la continuità dell’impresa.

Fondamentale anche il ruolo del direttore dell’Agenzia delle entrate di Benevento Aniello Napolitano, che ha affrontato la procedura con un approccio tecnico rigoroso, ma orientato alla continuità aziendale, richiedendo verifiche e integrazioni fino al miglioramento della proposta finale.

Secondo i dati Unioncamere – InfoCamere, la composizione negoziata è in crescita ma resta ancora uno strumento poco diffuso rispetto al numero complessivo delle crisi d’impresa italiane. Dal 2021 a oggi le procedure concluse positivamente hanno comunque consentito di salvaguardare oltre 32mila posti di lavoro, confermando la validità dell’istituto quando utilizzato tempestivamente e con adeguate competenze professionali.

Per Benevento e per il Mezzogiorno il caso aziendale affrontato rappresenta dunque anche un messaggio culturale: la gestione moderna della crisi d’impresa non significa soltanto affrontare il dissesto, ma costruire strumenti concreti per salvare aziende, lavoro e competitività territoriale.

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