Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Essere donna nell’antica Pompei

Fino al 4 settembre 2026 l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo ospita la mostra fotografica dedicata alle donne di Pompei. È in Norvegia una versione per immagini della più ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco fino a gennaio scorso

“Essere donna nell’antica Pompei” è il progetto espositivo, nato dalla collaborazione dell’Istituto culturale con il Parco Archeologico di Pompei. Propone un nuovo capitolo – una versione per immagini – della più ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco dall’aprile 2025 fino a gennaio scorso.

La mostra è stata inaugurata con la conferenza di Monica Salvadori e Monica Baggio, docenti di Archeologia classica presso l’Università di Padova, nonché curatrici della mostra stessa insieme a Francesca Ghedini, che con il loro intervento hanno illustrato al folto pubblico norvegese gli obiettivi e la struttura della mostra, la ricerca che ne è alla base, unitamente ad un’ampia documentazione fotografica relativa ai reperti e alla preziosa documentazione attraverso cui è stato possibile ricostruire le storie dell’universo femminile pompeiano.

Tra i partecipanti, anche l’Ambasciatore d’Italia Stefano Nicoletti, e i professori Knut Ødegård e Jon Iddeng, due tra i massimi esperti di storia e archeologia romana in Norvegia.

Pompei si conferma, dunque, come osservatorio privilegiato per conoscere aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti. In particolare, con questo progetto si intende esplorare la condizione femminile nella società romana.

L’originale percorso allestito a Oslo presenta infatti le storie di cinque donne, i cui profili sono tratteggiati attraverso un’accurata selezione di immagini. La tessitrice Amaryllis, l’ostessa Asellina, l’imprenditrice Eumachia, la liberta Nevoleia Tyche e la schiava Eutychis si raccontano attraverso le foto di ritratti privati e funerari, affreschi, graffiti, iscrizioni ed oggetti d’uso quotidiano.

L’esposizione offre uno sguardo intimo sulle vicende di donne di diversa estrazione sociale, che indaga la vita privata, quella pubblica e lavorativa, offrendo interessanti spunti per riflettere sul loro ruolo, ancora poco noto e difficile da ricavare dalle “pagine di silenzio” che narrano la storia del mondo antico.

Tutti i materiali sono utilizzati su concessione del Ministero della Cultura – Parco Archeologico di Pompei. Le foto sono di Luigi Spina, Silvia Vacca e Amedeo Benestante. Ne è vietata la riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo.

Condividi su Facebook