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L’ombra dell’albero 2: un talk sulla videoarte

L’ombra dell’albero, la rassegna di video d’artista, torna al museo Madre con una seconda edizione che rinnova l’attenzione verso le ricerche artistiche provenienti dal Mediterraneo. Il titolo attraverso la metafora dell’albero, evoca tanto radicamento quanto esilio, sottolineando poeticamente l’intensa specificità geopolitica che questa area incarna in questo momento storico.

Giovedì 11 giugno, alle ore 18, al Museo Madre di Napoli ci sarà un talk dedicato alla videoarte. Con Nicola Baratto e Attiva Cultural Projects; Giuseppe Montesano e Opificio Puca; Fabrizio Cicero e Quartiere Latino. Introducono Angela Tecce e Eva Fabbris, moderano Anna Cuomo e Alberta Romano. La rassegna di videoarte L’ombra dell’albero 2, termina il 21 giugno.

Nicola Baratto, Tears of Fog, 2025

Attraverso riprese in 16mm e suoni ambientali del progetto di raccolta della nebbia della Fondazione Dar Si Hmad (Marocco), Tears of Fog trasforma la nebbia in un mezzo di meditazione sensoriale. Riflettendo sulla desertificazione, Nicola Baratto crea un ritratto della nebbia come fonte alternativa d’acqua e materia dell’immaginazione. Sia come soggetto che come metafora, porta con sé molteplici strati di significato: è aria, acqua, memoria e rappresenta uno stato di transizione dell’essere.

Nicola Baratto lavora a film, sculture e installazioni, spesso attraverso processi collaborativi. La sua ricerca traccia la materialità, la memoria e la “sentienza” di oggetti culturali e naturali del Mediterraneo, lavorando con pratiche oniriche, immaginazione storica e pensiero ecosistemico. Dal 2016 sviluppa Archaeodreaming con l’artista greco Yiannis Mouravas, un metodo che sovrappone l’archeologia sensoriale e mitopoietica per esaminare come la memoria materiale influenzi la vita collettiva. Nicola è un alumnus del Dirty Art Department, del Sandberg Instituut e di Le Fresnoy, Studio national des arts contemporains.

La rassegna vuole stimolare una riflessione storica e politica aperta a una pluralità di rappresentazioni, approcci e immaginari. Al contempo si promuove un modello di collaborazione e ricerca condivisa  che collabora con realtà indipendenti attive sul territorio nella programmazione del museo mediante il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali. Ogni spazio è stato chiamato a invitare un artista proveniente o legato all’area mediterranea in linea con la propria programmazione e vocazione di ricerca.

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