Ricerca sulla nutrizione della Federico II vince il Premio Gianni Barba
La Silvia Tagliamonte del dipartimento di Agraria dell’Università Federico II, si è aggiudicata ex aequo con Marco Rendine dell’Università degli Studi di Milano, il Premio Gianni Barba 2026, per la migliore ricerca scientifica nel campo della nutrizione umana realizzata da un socio SINU “under 35”, assegnato nel corso del 46° Congresso Nazionale SINU. I due studi premiati hanno fatto luce sui nuovi effetti dei lipidi nella nutrizione. I risultati di entrambi i lavori aprono nuove prospettive nello sviluppo di strategie di nutrizione personalizzata.
Nel dettaglio, a Napoli è stato condotto uno studio randomizzato controllato dal titolo: “Il consumo di pasta probiotica migliora il metabolismo lipidico e riduce la permeabilità intestinale negli adulti in sovrappeso e obesi”. A Milano, lo studio dal titolo: “Effetto dei (poli)fenoli sul metabolismo dei lipidi e del glucosio negli adipociti 3T3-L1: un’analisi integrata degli approcci meccanicistici”.
I (poli)fenoli, una classe di composti bioattivi ampiamente presenti negli alimenti di origine vegetale, sono da anni oggetto di studio per il loro potenziale ruolo nella modulazione delle alterazioni metaboliche associate all’obesità.
In questa revisione sistematica, sono stati analizzati 56 studi pubblicati dal 2000 al 2024, condotti su adipociti maturi 3T3-L1, un modello cellulare largamente utilizzato nella ricerca metabolica, con l’obiettivo di valutare gli effetti dei (poli)fenoli sul metabolismo lipidico e glucidico, sulla termogenesi e biogenesi dei mitocondri.
I dati suggeriscono che i (poli)fenoli possono influenzare non solo la formazione delle cellule adipose, ma anche il funzionamento metabolico degli adipociti maturi. I risultati rappresentano una base meccanicistica promettente, che dovrà essere confermata attraverso modelli sperimentali più vicini alla fisiologia umana e, soprattutto, mediante studi condotti sull’uomo. In prospettiva, una migliore comprensione di questi meccanismi potrà contribuire a chiarire come alcuni componenti bioattivi della dieta interagiscano con il metabolismo adiposo e quale possa essere il loro reale significato per la salute metabolica umana.
I risultati di questi due studi aprono nuove prospettive nello sviluppo di strategie di nutrizione personalizzata. In futuro, il miglioramento dei processi metabolici e la caratterizzazione del microbiota intestinale potrebbero contribuire a prevedere quali individui risponderanno meglio a specifici interventi nutrizionali basati su alimenti funzionali e probiotici, rendendo gli approcci dietetici sempre più mirati ed efficaci.
