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“Pensare nell’era del dato” seminari su IA e conoscenza

Si inaugura a Napoli, martedì 17 marzo alle ore 15, il III ciclo di seminari “Pensare nell’era del dato”, promosso dall’Osservatorio sui saperi umanistici dell’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispf), con il supporto della Fondazione Banco di Napoli, che si pone come laboratorio di sperimentazione culturale, dove tradizione e ricerca scientifica dialogano per promuovere un futuro consapevole. Il ciclo di seminari propone tre incontri aperti al pubblico: martedì 17 marzo sul tema “Scienza aperta, infrastrutture e guerra alla conoscenza”, lunedì 13 aprile su “Digitale, dati e conoscenza nell’era della sicurezza”, chiudendosi giovedì 4 giugno, con un focus su “L’influenza sociale nell’era digitale”.

La nuova edizione si concentra su degli snodi cruciali nel dibattito odierno sui nuovi regimi di produzione della conoscenza nell’ecosistema digitale e algoritmico: l’accesso alla conoscenza nell’epoca delle grandi infrastrutture digitali, la crescente intersezione tra sicurezza, governance algoritmica e produzione dei dati, l’impatto neuropsicologico delle piattaforme sulla formazione delle opinioni. Tre incontri in presenza, ospitati nella Biblioteca del Cnr-Ispf, riuniranno filosofi, storici della scienza, filosofi del diritto, sociologi, neuroscienziati e studiosi dei media digitali. “Stiamo assistendo a un passaggio storico che non riguarda solamente la sfera tecnologica, ma le condizioni stesse con cui si produce, si interpreta e si trasmette il sapere – spiega Leonardo Pica Ciamarra, dirigente di ricerca presso il CnrIspf -.

Negli ultimi anni, l’ingresso dei sistemi di intelligenza artificiale generativa nei processi di produzione del sapere ha accelerato dinamiche già in atto, dalla concentrazione del potere informativo nelle grandi corporation internazionali, alla crescente opacità dei dati utilizzati per l’addestramento dei modelli, fino all’adozione delle tecnologie algoritmiche nel campo della sicurezza e della comunicazione pubblica. Questi fenomeni stanno definendo un nuovo orizzonte di potere, un filtro che ridefinisce accesso ai dati, immaginario sociale e capacità decisionali delle persone”.

L’iniziativa si inserisce nelle attività del progetto “BiDH – Biblioteche e iniziative per le Digital Humanities” finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli, che nel 2025 aveva portato alla creazione, a Napoli, della prima postazione pubblica per la creazione di opere umanistiche digitali. “La missione della Fondazione Banco di Napoli, radicata nella valorizzazione del patrimonio culturale e nello sviluppo sociale del territorio” – spiega Orazio Abbamonte, presidente della Fondazione -, “trova in seminari come questi un naturale punto di incontro con la ricerca e l’intelligenza artificiale, intese come strumenti di innovazione al servizio della cultura”.

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