Vitale Troncone, il boss che minaccia il procuratore Gratteri
Vitale Troncone, ha 58 anni e una lunga carriera criminale alle spalle. È lui, secondo gli inquirenti, il ras del quartiere Fuorigrotta di Napoli dove, se fai il suo nome, si abbassano gli sguardi e si chiudono le porte come nel vecchio West. Già condannato per episodi di racket, tra cui quello legato alla gestione dei gadget sportivi del Calcio Napoli, può essere considerato uno dei boss in vita più fortunati poiché è miracolosamente sfuggito a più di un agguato. In carcere da tempo, si torna a parlare di lui per le minacce esplicite rivolte al magistrato Nicola Gratteri, intercettate in prigione: “Ti sparo in faccia”. Una dichiarazione di intenti difficilmente attuabile da dietro le sbarre, ma che va letta come un ordine diramato ai suoi uomini.
La sua egemonia, per quanto ancora solida, è però insidiata dai giovani rampolli del crimine. L’area occidentale di Napoli è da anni teatro di una faida tra clan criminali storici e gruppi emergenti, per il controllo dello spaccio di droga e delle estorsioni soprattutto. Dopo la diffusione della notizia relativa alle frasi ai danni de procuratore, per il boss “immortale” è scattato l’isolamento nel più rapido dei 41 bis di sempre. “Chi conosce la mia storia sa quante volte sono stato in pericolo, quante volte io e la mia famiglia siamo stati sovraesposti. Ho rinunciato alla libertà fisica, ad andare al mare, fare una passeggiata, fare una vita normale”, questo il laconico commento di Nicola Gratteri.
