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Sergio Mattarella, i giovani, il Sud

Nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica che ci ha portato al 2026 c’è stato un passaggio dedicato ai giovani del Paese. “Qualcuno che vi giudica senza conoscervi davvero – ha detto il Capo dello Stato -, vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna”. Parole che portano un po’ di luce nel buio del disastro economico del Mezzogiorno e dell’inverno demografico che riguarda l’Italia intera.

Non siamo un Paese per giovani

Ce lo dice l’Istat quando indaga lo “Spopolamento”. La demografia, infatti, condizionerà futuro e struttura del Paese in termini economici, sociali, politici, culturali e psicologici. Oltre che nell’impatto del welfare pensionistico e sanitario.
Nel periodo 2014-2024 l’Italia ha perso 1,4 milioni di abitanti, con un calo demografico che colpisce soprattutto il Mezzogiorno (-918.000 persone). A pesare è il saldo naturale negativo (-3,8‰), solo in parte compensato dai flussi migratori (+1,5‰). Al Sud il quadro demografico peggiora ulteriormente per effetto dei saldi negativi della mobilità interna: solo nel 2024, dei circa 52 mila meridionali trasferiti al Centro-Nord, oltre il 55% ha tra i 25 e i 34 anni. Una tendenza aggravata da un mercato del lavoro che offre poche prospettive ai giovani e da un minore afflusso di migranti, con conseguente indebolimento del ricambio generazionale.

 

Autore Foto: Paolo Giandotti
Copyright: Presidenza della Repubblica