San Sebastiano al Vesuvio faro europeo per la sostenibilità
Il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, realizzato grazie al finanziamento della Regione Campania, rappresenta un’esperienza concreta e innovativa che può diventare un modello replicabile a livello europeo.
È questo il principale risultato della missione di tre giorni a Bruxelles della delegazione di volontari di Let’s Do It Italy e delle associazioni partner del Polo, impegnata in una serie di incontri istituzionali presso il Parlamento Europeo.
In appena un anno e mezzo di attività il Polo ha già prodotto risultati significativi, trasformandosi in un laboratorio permanente di educazione ambientale e cittadinanza attiva. Un percorso che ha generato interesse, buone pratiche e applicazioni concrete delle linee guida europee in materia di sostenibilità, tutela della biodiversità e valorizzazione dei territori.
L’obiettivo della missione è stato quello di raccontare l’esperienza del Polo e verificarne la replicabilità, con l’ambizione di avviare una rete europea dei Poli della Sostenibilità Ambientale, capace di mettere in connessione esperienze territoriali accomunate dall’educazione ambientale, dalla partecipazione civica e dall’innovazione.
La delegazione ha assistito ai lavori della Commissione Cultura del Parlamento Europeo. Nel corso della visita ha inoltre incontrato il capo staff dell’europarlamentare Annalisa Corrado, componente della Commissione Ambiente, per approfondire le prospettive di diffusione del modello del Polo e le possibili sinergie per favorirne la replicabilità in altri Paesi europei.
Dall’intensa agenda di incontri è emersa la volontà di costruire una comunità educante ambientale europea ispirata proprio all’esperienza sviluppata a San Sebastiano al Vesuvio: una rete europea di Poli che potrebbe partire da Napoli per estendersi progressivamente ad altri territori del continente.
Il progetto promosso e coordinato da Let’s do It! Italy con il contributo delle associazioni partner N’Sea Yet, CleaNap, Slow Food Vesuvio e Sott’n’coppa e sostenuto dalla Regione Campania, dimostra come gli investimenti nella partecipazione civica e nell’educazione ambientale possano produrre effetti concreti sui territori.
Il Polo porta avanti laboratori didattici, escursioni educative sul Vesuvio, attività di monitoraggio finalizzate all’individuazione e alla bonifica delle discariche abusive, oltre all’utilizzo di tecnologie avanzate, come la piattaforma TrashOut, per la mappatura dei siti inquinati e la collaborazione con le autorità competenti per la loro rimozione.
L’esperienza di Let’s Do It Italy è ormai riconosciuta anche a livello internazionale. L’associazione è infatti tra le realtà citate nella sentenza con cui la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per le mancate bonifiche nella Terra dei Fuochi, a testimonianza del ruolo svolto dalla società civile nella denuncia dei fenomeni di inquinamento ambientale e nella promozione di azioni concrete per la tutela del territorio.
“La missione di Bruxelles rappresenta per noi un ulteriore passo verso la costruzione di una rete europea di comunità impegnate nella sostenibilità ambientale – dichiara Vincenzo Capasso, responsabile del Polo della Sostenibilità Ambientale -. Siamo partiti da un’esperienza nata ai piedi del Vesuvio che oggi viene riconosciuta come una buona pratica capace di ispirare politiche ambientali su scala internazionale. Il nostro obiettivo è trasformare questo modello in una rete europea di Poli, mettendo in comune competenze, strumenti digitali, percorsi educativi e buone pratiche”.
La missione è stata resa possibile anche grazie all’ospitalità dell’europarlamentare Sandro Ruotolo e al supporto organizzativo dei suoi collaboratori Tommaso Bratto e Naomi Iodice, consigliera comunale di Ercolano, che hanno facilitato gli incontri istituzionali. La delegazione ha inoltre rivolto a Ruotolo le congratulazioni per il lavoro svolto sulla proposta approvata in Commissione Cultura dedicata alla tutela dei minori sui social media, occasione che ha consentito anche un confronto sul rapporto tra innovazione digitale e sostenibilità ambientale.
