Prima edizione di “Io speriamo che me la cavo”
La Clinica Mediterranea di Napoli ha ospitato il congresso di Live Surgery “Io speriamo che me la cavo – Young Edition”, un evento unico e originale per i giovani chirurghi della Campania che ha rappresentato una novità significativa nel panorama della formazione chirurgica italiana. L’iniziativa ha introdotto un format innovativo: tre giovani chirurghi, tutti allievi del Professor Francesco Corcione e poco più che trentenni, sono stati protagonisti in prima persona di interventi di chirurgia maggiore eseguiti in diretta operatoria davanti a una platea di colleghi e specializzandi di tre facoltà (Federico II di Napoli, Facoltà di Salerno e la Vanvitelli).
I protagonisti delle live surgery sono stati Pasquale Ruberto, Giuseppe Boccia e Giuseppe Magno. Bravissimi ha portato a termine con grande successo, in diretta televisiva, interventi di chirurgia maggiore oncologica (interventi laparoscopici di emicolectomia destra ed emicolectomia sinistra ), procedure complesse che richiedono elevata precisione tecnica, rigoroso rispetto dei principi oncologici e grande capacità di gestione intraoperatoria. Il fatto che interventi di tale livello siano stati eseguiti e trasmessi in diretta da tre chirurghi poco più che trentenni rappresenta uno degli elementi di maggiore unicità dell’evento.
L’iniziativa, della prima edizione, ha voluto infatti sottolineare un messaggio chiaro: anche le nuove generazioni di chirurghi possono essere protagoniste della formazione e dell’innovazione, assumendosi responsabilità importanti in sala operatoria e dimostrando maturità chirurgica e solidità scientifica. A rendere ancora più significativa l’iniziativa è stato il lavoro di squadra di un gruppo di giovani professionisti cresciuti nella scuola del Professor Corcione. Accanto ai tre chirurghi protagonisti degli interventi, hanno contribuito all’organizzazione scientifica del congresso anche Adriana Luciano, Bernardo Guerretta, Alfredo Ansalone e la Beatrice Cara, membri della segreteria scientifica dell’evento. Il congresso ha rappresentato non solo un momento di aggiornamento tecnico e scientifico, ma anche la dimostrazione concreta del valore della scuola chirurgica guidata dal professor Francesco Corcione, da anni punto di riferimento nella formazione di giovani chirurghi.
Una realtà capace non solo di trasmettere competenze tecniche, ma anche di affidare responsabilità reali alle nuove generazioni, permettendo loro di crescere professionalmente e di confrontarsi con la chirurgia maggiore in contesti di alto livello formativo. Nel corso dell’evento Pasquale Ruberto, tra i chirurghi protagonisti delle live surgery, ha espresso grande soddisfazione per il successo della giornata: “Questo congresso è stato per noi un momento di grande orgoglio e responsabilità. Operare in diretta davanti a tanti colleghi, affrontando interventi di chirurgia oncologica maggiore, è una sfida importante ma anche una straordinaria occasione di crescita. Voglio ringraziare il Professor Francesco Corcione e il Dottor Alberto Porcelli per la fiducia e per la possibilità che ci è stata data. Il loro supporto è stato fondamentale.
Eventi come questo dimostrano che ci sono ancora giovani chirurghi pronti a mettersi in gioco e a dedicarsi con passione a questo lavoro, nonostante le difficoltà e le opportunità spesso limitate”. Il successo dell’edizione appena conclusa rappresenta anche un punto di partenza. I tre chirurghi protagonisti delle live surgery, infatti, sono già al lavoro per l’organizzazione della seconda edizione del congresso, con l’obiettivo di consolidare e far crescere un format che punta a dare spazio e responsabilità ai giovani chirurghi, mantenendo sempre al centro la qualità della formazione e della chirurgia. “Formare, accompagnare e sostenere un giovane chirurgo – afferma professore Corcione, nella sua crescita professionale e nelle sue abilità in sala operatoria è un percorso, lungo, faticoso e molto impegnativo.
Un investimento però sul futuro della Sanità, sulla tenuta del sistema di cure pubbliche e per la tutela della Salute dei cittadini. È per questo che ho organizzato un corso di formazione per aiutare i giovani chirurghi a superare il timore del primo intervento in sala operatoria”. Il professore, ideatore dell’iniziativa con il supporto del suo collaboratore lo psicologo Giuseppe Errico, è caposcuola della chirurgia italiana, pioniere della chirurgia mininvasiva e laparoscopica avanzata, ex presidente della Società scientifica italiana di Chirurgia (Sic), ed ha ricoperto ruoli accademici internazionali, distinguendosi per l’innovazione in ambito addominale e oncologico e che attualmente dirige la Chirurgia mininvasiva oncologica della Mediterranea. Il corso si è svolto presso l’Aula Zannini della Clinica Mediterranea ed ha visto protagonisti specializzandi e neo-specialisti che si sono misurati non solo sul piano scientifico ma anche in sala operatoria e in diretta televisiva.
Coinvolti come tutor sono stati tutti i direttori delle scuole di specializzazione di Chirurgia generale della Campania: Roberto Troisi (Università Federico II), Ludovico Docimo (Università Vanvitelli) e Umberto Bracale (Università di Salerno). “In un momento storico e delicato in cui la chirurgia affronta una crescente crisi vocazionale – aggiunge lo psicologo Giuseppe Errico – e importanti sfide organizzative e medico-legali, questa iniziativa ha lanciato un segnale forte per investire sui giovani che poi significa investire sul futuro della disciplina e della cura umana”. L’iniziativa è rientrata nell’ambito delle iniziative del progetto regionale “Dall’ospedale alla casa. Rete di prossimità per le cure domiciliari e la telemedicina”, rivolto a pazienti cronici e oncologici ideato e diretto dalla associazione di promozione sociale Agenzia Arcipelago da Angela La Torre e finanziato dalla Regione Campania con risorse a valere su fondi del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
