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Omicidio a Ponticelli

Ponticelli piange Fabio, ucciso a 20 anni

Dolore, silenzio e palloncini bianchi hanno riempito ieri sera lo spazio davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. La comunità si è raccolta in una veglia di preghiera per ricordare Fabio Ascione, il ragazzo di 20 anni ucciso da un colpo di pistola al petto in un agguato avvenuto all’alba di martedì scorso.

Familiari, amici e residenti del quartiere si sono ritrovati davanti alla parrocchia per rendere omaggio al giovane, descritto da tutti come un ragazzo lontano da qualsiasi contesto criminale. Tra gli applausi e la commozione generale, la folla ha accompagnato il nome di Fabio con un grido ripetuto più volte: “Vittima innocente”.

Durante la veglia, il parroco don Raffaele Oliviero ha lanciato un forte appello alla comunità: «Ponticelli deve risorgere, non può arrendersi al male». Il sacerdote ha pronunciato queste parole davanti a decine di persone che si sono riunite per stringersi attorno alla famiglia del giovane, morto mentre – secondo il racconto di amici e parenti – rientrava dal lavoro.

Per motivi di ordine pubblico la Questura ha vietato la fiaccolata che alcuni residenti volevano organizzare in memoria del ragazzo. Al momento le autorità non autorizzano neppure i funerali pubblici, nonostante il ventenne fosse incensurato e, secondo gli elementi raccolti finora dagli investigatori, non avesse alcun legame con le dinamiche della criminalità organizzata.

Indagini sull’agguato: possibile scambio di persona

Sul caso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Poggioreale e del reparto operativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’agguato avvenuto davanti a un bar del quartiere.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, i colpi sarebbero stati esplosi da un’auto di colore scuro in corsa. I proiettili, più di uno, hanno raggiunto il giovane mentre si trovava all’esterno del locale.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti prende sempre più forza quella dello scambio di persona. Fabio Ascione potrebbe non essere stato il vero obiettivo dei killer. I colpi, infatti, sarebbero stati indirizzati a qualcun altro che si trovava con lui al momento dell’agguato e che ora risulterebbe irreperibile.

Gli investigatori stanno comunque verificando tutte le possibili piste. Tra gli elementi analizzati anche alcuni legami familiari del giovane: sarebbe infatti parente di una persona coinvolta circa vent’anni fa in attività di spaccio di droga, legata però a un gruppo criminale diverso da quello che oggi avrebbe il predominio nella zona di Ponticelli.

La comunità resta sotto shock per una morte che riporta al centro dell’attenzione il clima di tensione nelle periferie di Napoli, dove le faide tra clan continuano a mettere a rischio anche chi non ha alcun legame con la criminalità.

Intanto, mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili dell’agguato, Ponticelli continua a chiedere giustizia per Fabio, il ragazzo di vent’anni che molti definiscono già l’ennesima vittima innocente della violenza camorristica.

Manuela Bottiglieri