Napoli assetata: dove sono finite le fontanelle pubbliche?
Napoli boccheggia sotto una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni. Tra caldo record e rubinetti chiusi cresce la rabbia dei cittadini.
Le temperature percepite sfiorano i 36-37 gradi in città, mentre in alcune aree della Campania si registrano punte vicine ai 40 gradi. Le autorità sanitarie hanno diramato allerte per il rischio legato alle alte temperature e invitano cittadini e turisti a idratarsi frequentemente. Eppure, proprio nei giorni in cui l’acqua dovrebbe essere facilmente accessibile a tutti, numerose fontanelle pubbliche presenti in città risultano chiuse, inattive o addirittura abbandonate.
Una situazione che sta alimentando il malcontento dei napoletani, soprattutto nelle zone più frequentate del centro storico, sul lungomare e nei quartieri ad alta densità abitativa.
Le fontanelle pubbliche: un servizio essenziale, non un lusso
In molte città europee le fontanelle pubbliche rappresentano un servizio fondamentale.
Consentono ai cittadini di riempire gratuitamente le proprie borracce, riducono il consumo di plastica e offrono un punto di ristoro durante le giornate più calde. In alcune capitali europee la presenza di punti d’acqua potabile è considerata un indicatore di qualità urbana e sostenibilità.
Napoli, città che vanta una delle migliori acque pubbliche d’Italia grazie alla gestione di ABC Napoli, dovrebbe poter contare su una rete efficiente di fontanelle distribuite nei quartieri e nelle principali aree turistiche. La realtà, però, racconta spesso altro.
Quante fontanelle ci sono a Napoli?
Stabilire il numero esatto delle fontanelle pubbliche attive non è semplice. Esistono diverse mappature indipendenti che censiscono i punti di erogazione dell’acqua potabile, ma non sempre indicano il loro stato effettivo di funzionamento.
Secondo le banche dati pubbliche dedicate alle fontanelle italiane, Napoli dispone di decine di punti di erogazione distribuiti tra centro e periferia. Il vero nodo, tuttavia, non è tanto il numero delle fontanelle presenti sulla carta quanto quello delle fontanelle realmente funzionanti.
Basta una passeggiata in città per accorgersi che molti rubinetti sono chiusi, privi di manutenzione o addirittura sigillati.
Siccità o vandalismo? Le possibili cause
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: perché le fontanelle sono chiuse?
Le spiegazioni potrebbero essere diverse, una delle quali potrebbe essere la siccità e la gestione delle risorse idriche.
In alcuni casi, le amministrazioni locali possono decidere di limitare gli sprechi d’acqua privilegiando gli usi essenziali. Tuttavia, nel caso di Napoli non risultano comunicazioni ufficiali che colleghino in maniera generalizzata la chiusura delle fontanelle pubbliche a misure emergenziali per la siccità. Anzi, l’acqua distribuita dall’acquedotto cittadino continua a essere considerata sicura e abbondante.
Un’altra spiegazione frequentemente avanzata riguarda gli atti vandalici: rubinetti danneggiati, perdite continue, utilizzi impropri e manomissioni possono rendere necessaria la chiusura temporanea delle fontanelle in attesa di riparazioni. Una situazione che comporta costi di manutenzione e interventi tecnici non sempre immediati.
E qui arriviamo alla terza ipotesi, cioè la manutenzione insufficiente.
Molti cittadini segnalano da anni fontanelle non funzionanti che sembrano essere state semplicemente dimenticate. Se confermata, questa ipotesi aprirebbe una riflessione più ampia sulla gestione degli spazi pubblici e dei servizi essenziali offerti alla popolazione.
Un problema che riguarda anche il turismo
Napoli accoglie ogni anno milioni di visitatori. Turisti e residenti, soprattutto nei mesi estivi, dovrebbero poter trovare facilmente punti di approvvigionamento di acqua potabile gratuita.
La presenza di fontanelle funzionanti rappresenta infatti un vantaggio non solo sociale ma anche ambientale: meno bottiglie acquistate, meno rifiuti e una città più sostenibile.
In un periodo caratterizzato da temperature eccezionali e bollini rossi per il rischio caldo, garantire l’accesso all’acqua potabile dovrebbe essere una priorità urbana.
Le domande che attendono una risposta
La questione delle fontanelle pubbliche merita oggi un approfondimento concreto.
- Quante fontanelle pubbliche risultano censite nel territorio comunale?
- Quante sono effettivamente funzionanti?
- Quante sono state chiuse per manutenzione?
- Esiste un piano di riattivazione?
- Le chiusure dipendono dalla siccità o da problemi tecnici e vandalici?
Domande semplici alle quali cittadini e turisti attendono risposte altrettanto chiare.
L’acqua come simbolo di civiltà
In una città che ha fatto dell’acqua pubblica un modello nazionale, vedere fontanelle inutilizzabili proprio durante le settimane più calde dell’anno appare come una contraddizione difficile da ignorare. L’acqua potabile gratuita non è soltanto un servizio, è un diritto, un presidio di salute pubblica e un segno di attenzione verso residenti, anziani, bambini e visitatori.
E mentre il termometro continua a salire, Napoli si ritrova a chiedersi una cosa molto semplice: possibile che in una città circondata dal mare sia diventato così difficile trovare un sorso d’acqua fresca?
Manuela Bottiglieri
