Montesanto, spari e Kalashnikov nel centro di Napoli
Ancora spari nel cuore di Napoli. Questa volta a Montesanto. La città è cambiata, ma la violenza resta una sfida.
Un uomo armato di Kalashnikov ripreso in pieno giorno tra la folla, un arresto nelle ore successive e un interrogativo che torna a farsi strada: come contrastare una violenza giovanile che rischia di compromettere il percorso di rinascita della città?
A pochi metri da dove fu ucciso Petru Birladeanu, un musicista ambulante romeno di 49 anni, vittima innocente di una stesa di camorra, colpito al cuore da un proiettile vagante tra la folla mentre suonava la fisarmonica.
Spari a Montesanto, paura tra residenti e turisti
Ancora una volta il quartiere Montesanto finisce al centro della cronaca cittadina. Nei giorni scorsi, a pochi passi dalla stazione della Cumana, sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco in pieno giorno, generando paura tra residenti, commercianti, pendolari e turisti presenti nella zona.
L’episodio rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una serie di eventi violenti registrati negli ultimi giorni tra Montesanto e i Quartieri Spagnoli, due aree che negli ultimi anni hanno vissuto una profonda trasformazione urbana e sociale.
Secondo le prime ricostruzioni investigative, dietro gli spari potrebbero esserci tensioni tra gruppi criminali, alcuni composti da giovanissimi, interessati al controllo del territorio. Sul posto è intervenuto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto un rafforzamento delle attività di controllo e prevenzione.
Arrestato un 38enne, recuperato il Kalashnikov ripreso nel video
Nelle ore successive alla diffusione delle immagini sui social network, la Polizia di Stato ha intensificato le indagini arrivando all’arresto di un 38enne napoletano residente proprio nella zona di Montesanto.
Durante una perquisizione domiciliare, gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto una pistola calibro 9 con matricola abrasa e dodici cartucce, nascosta all’interno dell’abitazione dell’uomo. Per questo motivo è stato arrestato con l’accusa di detenzione di arma clandestina e relativo munizionamento.
Nel corso delle stesse attività investigative è stato recuperato un fucile mitragliatore Ak-47, nascosto sotto un’automobile parcheggiata nella zona. Secondo quanto emerso, si tratterebbe proprio del Kalashnikov visibile nel filmato che ha rapidamente fatto il giro del web.
Al momento non sarebbero emersi elementi sufficienti per collegare direttamente il 38enne alla cosiddetta “stesa” o alla proprietà del fucile mitragliatore. Le indagini proseguono per individuare eventuali responsabili e ricostruire con precisione la dinamica degli spari.
Il video choc: un uomo con il Kalashnikov tra i vicoli di Napoli
Le immagini diffuse sui social hanno suscitato particolare indignazione. Nel video si vede un uomo vestito completamente di nero, con il cappuccio in testa nonostante le elevate temperature estive, mentre cammina in piazzetta Montesanto impugnando un Kalashnikov.
La scena si svolge in pieno giorno, davanti alla stazione della Cumana e in una zona normalmente frequentata da centinaia di persone. Nel filmato si nota successivamente un’altra persona che accompagna l’uomo fuori dall’inquadratura. Al di là delle responsabilità che saranno accertate dagli investigatori, ciò che colpisce maggiormente è la disinvoltura con cui un’arma da guerra viene esibita in uno dei luoghi più frequentati del centro cittadino.
Napoli oggi non è la Napoli di vent’anni fa
Per comprendere episodi come quello di Montesanto può essere utile evitare generalizzazioni.
Napoli è profondamente cambiata rispetto al passato. Negli ultimi anni la città ha vissuto una crescita turistica straordinaria che ha contribuito a trasformare quartieri un tempo considerati difficili o marginali.
I Quartieri Spagnoli, il Rione Sanità, il centro storico e molte altre zone sono diventati simboli di una rinascita che ha coinvolto cittadini, associazioni, imprenditori e istituzioni. Strade che una volta erano percepite come territori esclusivamente controllati dalla criminalità sono oggi attraversate quotidianamente da turisti provenienti da tutto il mondo.
La maggiore presenza di attività commerciali, strutture ricettive e iniziative culturali ha restituito vitalità a molte aree della città. Proprio per questo episodi come quello di Montesanto fanno ancora più rumore.
Il rischio più grande è considerare normali questi episodi
La vera preoccupazione non riguarda soltanto gli spari o il ritrovamento di un Kalashnikov. Il rischio più grande è che fatti del genere finiscano per essere percepiti come normali.
Non può diventare normale vedere persone armate girare per strada in pieno giorno. Non può essere normale assistere a una “stesa” a pochi metri da una stazione ferroviaria e da sedi istituzionali. Non può essere normale leggere di sparatorie tra i vicoli del centro storico come se fossero semplici episodi di routine.
La storia recente di Napoli dimostra che la città è capace di cambiare e migliorare. Tuttavia ogni episodio di violenza rappresenta un passo indietro rispetto al percorso di crescita costruito negli ultimi anni.
Come contrastare la delinquenza giovanile?
Da tempo il dibattito pubblico si concentra sulla crescente diffusione della violenza giovanile.
Le operazioni delle forze dell’ordine sono indispensabili e devono continuare con determinazione. Arresti, controlli e sequestri di armi rappresentano strumenti fondamentali per garantire la sicurezza dei cittadini. Tuttavia la repressione, da sola, non basta.
Molti giovani crescono in contesti caratterizzati da disagio economico, dispersione scolastica e assenza di prospettive concrete. In queste situazioni la criminalità riesce spesso a presentarsi come una scorciatoia verso il guadagno facile o il riconoscimento sociale.
Per questo motivo, accanto alla presenza dello Stato, servono investimenti in istruzione, formazione professionale, sport, cultura e occupazione. Creare opportunità significa offrire un’alternativa reale a chi rischia di essere attratto da modelli violenti e criminali. I giovani che costruiscono il futuro meritano più spazio dei delinquenti
C’è un aspetto che troppo spesso viene dimenticato quando si parla di cronaca nera. La stragrande maggioranza dei giovani napoletani studia, lavora, si forma e cerca di costruire il proprio futuro con impegno e sacrificio. Sono migliaia i ragazzi che ogni giorno contribuiscono alla crescita della città attraverso il lavoro, il volontariato, l’arte, lo sport e l’imprenditoria.
Sono loro il vero volto di Napoli. Le azioni di pochi delinquenti non possono oscurare il percorso di chi sceglie la legalità e l’impegno quotidiano.
Gli spari di Montesanto e il ritrovamento di un Kalashnikov nel centro cittadino devono restare un campanello d’allarme, non un’abitudine. Perché una città che vuole continuare a crescere non può permettersi di considerare normale ciò che normale non è.
Manuela Bottiglieri
