Monopattini con targa: Milano multa e Napoli?
A Milano fioccano controlli, multe e sequestri. A Napoli, invece, il nuovo Codice della Strada sembra ancora materia da fantascienza urbana.
Perché mentre nel Nord Italia il monopattino elettrico è ormai trattato quasi come un motorino, in Campania la sensazione è che molti cittadini non sappiano neppure che dal 2026 siano entrati in vigore obblighi precisi: casco, assicurazione RC e “targhino” identificativo.
E allora la domanda nasce spontanea, quasi inevitabile: in una regione dove spopolano le auto con targa polacca per sfuggire ai costi astronomici delle assicurazioni italiane, i monopattini con quale targa circoleranno? Polacca? Bulgara? Lituana?
Dietro la battuta, però, c’è un tema serissimo: sicurezza stradale, controlli inesistenti e una distanza enorme tra le norme scritte a Roma e la realtà quotidiana delle strade campane.
Si rischiano multe da 100 a 400 euro
Dal 16 maggio 2026 è ufficialmente obbligatorio il contrassegno identificativo per i monopattini elettrici privati. Dal 16 luglio è scattato anche l’obbligo di assicurazione RC.
Chi circola senza targa o senza polizza rischia multe da 100 a 400 euro, oltre a sanzioni molto più pesanti in caso di assenza di copertura assicurativa.
Nel Nord Italia i controlli sono già partiti in modo massiccio, soprattutto a Milano, città simbolo della micro mobilità urbana. Secondo i dati diffusi dalla polizia locale e rilanciati dalla stampa nazionale negli ultimi mesi, sono state fatte migliaia di sanzioni per utilizzo irregolare dei monopattini, mancato uso del casco e assenza dei nuovi requisiti previsti dal Codice della Strada.
Napoli, diversamente, riesce sempre a trasformare un problema in un fenomeno sociale.
Il casco obbligatorio sui monopattini appare quasi come uno scherzo, nonostante sia ormai legge. E il paradosso sarebbe evidente: in una città dove spesso persino sugli scooter si circola senza casco, come si può pensare a monopattini assicurati e targati?
E così parlando di “targhe” dei monopattini, sui social e nei bar è comparsa subito la domanda più partenopea possibile: “Va bene la targa… ma di quale Paese?”
La Campania e la cultura della “regola facoltativa”
Il problema, in fondo, non riguarda solo i monopattini. Le ultime ricerche sugli stili di guida fotografano una situazione allarmante. Secondo un’indagine Ipsos per Fondazione Ania, Napoli registra il dato peggiore tra le grandi città italiane per utilizzo delle cinture di sicurezza anteriori: il 31% degli automobilisti dichiara di non usarle regolarmente. A Milano la percentuale scende al 17%. Ancora più preoccupante il dato sui motociclisti e sull’uso del cellulare alla guida.
La ricerca Anas-Global Research descrive i centauri napoletani tra i più indisciplinati d’Italia: smartphone in mano, poca percezione del rischio e convinzione diffusa di essere “più bravi degli altri”. In questo contesto, introdurre targhe e assicurazioni per i monopattini rischia di trasformarsi nell’ennesima norma che esiste sulla carta ma fatica ad arrivare sulla strada.
Assicurazioni alle stelle: il vero nodo campano
E qui entra in gioco il grande elefante nella stanza: il costo delle assicurazioni.
In Campania assicurare un’auto o uno scooter continua a essere molto più caro rispetto a gran parte d’Italia.
Secondo il bollettino Ivass, Napoli e Caserta restano tra le province con i margini di profitto più elevati per le compagnie assicurative, nonostante l’altissima sinistrosità.
Tradotto: gli automobilisti campani pagano tantissimo e sono sempre più propensi a cercare modi “creativi” per risparmiare.
Per questo negli ultimi anni si è alimentato il fenomeno delle targhe estere, soprattutto polacche.
Veicoli immatricolati all’estero per aggirare i costi italiani, con un sistema spesso al limite della legalità ma ormai diffusissimo sulle strade campane.
Ed è qui che la questione monopattini diventa quasi grottesca. Perché il cittadino medio vede arrivare nuove spese anche su un mezzo nato proprio come alternativa economica e pratica:
- circa 35 euro per il targhino;
- assicurazione annuale tra 40 e 150 euro;
- casco obbligatorio;
- rischio multe elevate.
A questo punto qualcuno ironizza già: “Quanto manca ai monopattini con targa polacca?”
Come funziona il “sistema Polonia”
Il meccanismo è noto e praticato da anni.
L’auto o il motorino viene formalmente ceduto a società estere — spesso polacche o bulgare — e poi “noleggiato” nuovamente al proprietario italiano tramite leasing o contratti di utilizzo.
Sulla carta il veicolo è straniero. Nella realtà non lascia mai Napoli.
Questo sistema consente di: pagare meno assicurazione; evitare bollo e alcune imposte; complicare la notifica delle multe; aggirare parte dei controlli italiani.
Il monopattino doveva essere libertà, non burocrazia
Il successo dei monopattini elettrici era nato da un’idea semplice: mobilità veloce, economica e sostenibile. Oggi, invece, molti utenti vedono arrivare una mini-motorizzazione completa: targa, assicurazione, registrazione e obblighi burocratici.
Il rischio è duplice. Da un lato, chi usa il monopattino in modo corretto finirà per pagare sempre di più. Dall’altro, chi già ignora casco, semafori e sensi vietati continuerà probabilmente a farlo indisturbato, soprattutto nelle città dove i controlli sono pochi o quasi simbolici.
E così la sensazione, almeno a Napoli, è che il nuovo Codice della Strada rischi di produrre due Italie parallele: una dove le regole vengono applicate davvero, e un’altra dove restano semplicemente consigli non richiesti. Nel frattempo il monopattino, nato per alleggerire il traffico urbano, rischia di trasformarsi nell’ennesimo veicolo intrappolato tra burocrazia, assicurazioni e contraddizioni tutte italiane.
Manuela Bottiglieri
