La malvagità umana contro un povero gatto
Romeo non potrà più avanzare con la maestosa e strafottente eleganza del gatto di strada. Gradasso nell’atteggiamento e briccone nelle azioni, libero lungo la via. Non potrà più, perché gli hanno fatto del male. Romeo, in realtà, un nome non ce l’ha. È un randagio di strada di Volla, in provincia di Napoli, dal pelo fulvo. Proprio come il protagonista degli Aristogatti. Lo chiameremo, perciò, Romeo, pergli auguri di guarire presto. Già, perché ha rischiato di morire e, pur avendogli salvato la vita i veterinari non hanno potuto salvargli una delle zampe. Bestie a due zampe gliel’hanno portato via, con un petardo. La storia di Romeo l’ha raccontata il deputato Francesco Emilio Borrelli, al quale si sono rivolti un gruppo di animalisti che lo hanno portato appena in tempo dai veterinari che lo hanno salvato. Povero Romeo, dovrà rinunciare anche alla coda. Le bestie che lo hanno quasi ucciso non lo sanno: quando un gatto la alza diritta davanti a un umano e per comunicargli che gli piace, che gli vuole bene. Romeo lo avrà fatto, forse, anche davanti a quelle bestie armate di petardi. Per l’ultima volta.
