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Imprese: i tempi della burocrazia che frenano l’Intelligenza Artificiale

Il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Campania contiene segnali positivi. Tuttavia potrebbe essere un errore utilizzare quei dati per costruire una rappresentazione eccessivamente ottimistica della realtà economica regionale. La vera sfida, per chi analizza i dati è comprendere se il territorio sia realmente preparato alle sfide che stanno già ridisegnando l’economia mondiale.

Luigi Carfora (nella foto), presidente di Confimi Industria Campania e presidente del Consorzio Suggestioni Campane Promotion, prova a dare significato ai contenuti dell’ultimo Rapporto annuale presentato dalla Banca d’Italia il 15 giugno scorso, soprattutto mettendoli in relazione al territorio.

“La Campania continua a essere una regione nella quale il sistema economico è sostenuto soprattutto da micro e piccole imprese – spiega Carfora-. È una grande forza, perché rappresenta flessibilità, capacità di adattamento e radicamento territoriale. Ma rappresenta anche una fragilità quando queste imprese devono affrontare trasformazioni tecnologiche che richiedono investimenti importanti, accesso al capitale, competenze specialistiche e tempi di adattamento molto rapidi”.

Secondo il dossier, nel 2025 l’economia campana è cresciuta dello 0,9%, registrando una dinamica superiore alla media nazionale. Sono aumentati gli occupati, gli investimenti, il turismo e alcune componenti del sistema produttivo regionale. Si tratta di dati reali che testimoniano la capacità di resilienza delle imprese campane e la volontà di continuare a investire nonostante uno scenario internazionale caratterizzato da profonde incertezze economiche, energetiche e geopolitiche.

“Negare questi risultati sarebbe sbagliato ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare le criticità che lo stesso Rapporto evidenzia con chiarezza – aggiumge Carfora -. L’occupazione cresce, ma resta ancora distante dai livelli medi nazionali. Permangono differenze significative nella partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda l’occupazione femminile. Restano aperte le questioni legate alla produttività, alla qualità dell’occupazione, al potere d’acquisto delle famiglie e alla capacità del sistema economico regionale di trattenere giovani qualificati e competenze ad alto valore aggiunto”.

Secondo Confimi Campania, il vero elemento che merita attenzione e che raramente emerge dalle statistiche economiche tradizionali è il fattore tempo. Le principali economie industriali e i maggiori gruppi tecnologici internazionali stiano investendo risorse senza precedenti nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, della robotica avanzata, dell’automazione industriale e delle infrastrutture digitali. Soggetti che non ragionano più su orizzonti annuali, ma che costruiscono oggi il vantaggio competitivo che utilizzeranno nei prossimi dieci o quindici anni.

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