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Il ritorno del festival dell’architettura di Napoli

Realizzato con il contributo della Regione Campania e del Comune di Napoli, “Open House Napoli” per l’edizione 2026 propone 160 appuntamenti. In programma tra percorsi urbani, siti istituzionali, palazzi storici, case private, laboratori Kids, mostre ed eventi. Tra le novità l’esordio della nuova sezione Sconfinamenti, il festival nel festival che racconta la Città metropolitana, partendo dai Campi Flegrei.

Durante l’ottava edizione del festival dell’architettura, in unico weekend si aprono al pubblico le porte della città con un ricco programma di visite guidate gratuite. In campo oltre seicento volontari, grandi protagonisti senza i quali il festival non sarebbe possibile.

Dai Campi Flegrei al cuore di Napoli

La novità di quest’anno è la sezione “Sconfinamenti”, che parte dai Campi Flegrei, col loro dialogo tra terra e mare, natura e cultura, ricchi di una storia più antica della stessa Napoli. Da segnalare, per la parte antica: il Colombario del Fusaro; il percorso Pozzuoli; i Depositi archeologici di Pozzuoli; lo Studentato nelle Ex Terme Tricarico a Bagnoli; il Parco letterario di Nisida.

Per raccontare Napoli è indispensabile partire dalle vestigia antiche. Fiore all’occhiello dell’ottava edizione del festival è il Teatro Antico di Neapolis all’Anticaglia; la Chiesa e i Chiostri di San Giovanni a Carbonara; la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore; l’Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce a Forcella; la Fondazione Real Monte Manso di Scala; l’Ospedale pediatrico Lina Ravaschieri e l’Istituto Ortopedico Teresa Ravaschieri; il Museo Civico Gaetano Filangieri.

La città del moderno

Gli apporti novecenteschi hanno profondamente modificato la città, imprimendo un segno fortissimo sull’assetto urbano di Napoli. Sono tracce visibili negli interventi di epoca fascista che hanno riscritto intere aree del centro sventrando quartieri storici, presenti nel programma di OHN 2026, dalla Casa del Mutilato al Palazzo dell’Avvocatura di Stato e il Palazzo della Provincia, questi ultimi due firmati da Marcello Canino, pezzi pregiati di quella embrionale “city napoletana” raccontata puntualmente anche dal percorso Rione Carità, il Primo Centro Direzionale.

L’Architettura delle donne a Napoli

L’Architettura delle donne a Napoli propone una lettura della città moderna, attraverso opere che restituiscono il contributo delle progettiste donne alla trasformazione di Napoli nel secondo Novecento: da Stefania Filo Speziale (Grattacielo della Società Cattolica Assicurazioni, oggi NH Panorama) alla coppia Elena Mendia e Delia Maione (Edifico per uffici a via Cristoforo Colombo), da Anna Buonaiuto, autrice con Salvatore Bisogni del Mercatino Rionale nel tessuto denso dei Quartieri Spagnoli, a Luciana De Rosa, il cui ruolo fu decisivo nella progettazione della Scuola dell’infanzia a Chiaia, firmata dallo studio Pica Ciamarra Associati, configurata come spazio di cura, educazione e crescita dei bambini.

Il futuro: rigenerare la città

È il caso di Restart Scampia: il progetto, per il quale il Comune di Napoli ha ottenuto finanziamenti provenienti principalmente dai Fondi PNRR, PON METRO e Periferie, contempla la demolizione della Vela Gialla e della Vela Rossa, e la riqualificazione della Vela Celeste con la costruzione di circa 500 nuovi alloggi autosufficienti dal punto di vista energetico.

Nel quadrante orientale di Napoli prosegue a pieno regime l’intervento di rigenerazione urbana e industriale Italian Green Factory, firmato da Od’A Officina d’Architettura, che riscrive la morfologia di un sito industriale dismesso di oltre 53 mil metri quadrati per dar vita a un distretto dell’innovazione sostenibile.

Non mancano le aperture infrastrutturali legate alla mobilità: la Stazione EAV di Monte Sant’Angelo con gli ingressi-scultura di Anish Kapoor; la Stazione Chiaia della Metropolitana Linea 6 firmata da Uberto Siola con le installazioni artistiche di Peter Greenaway; l’Ascensore Monte Echia, opera di notevole complessità ingegneristica che ha restituito la “rupe” di Pizzofalcone a una nuova centralità, riconnettendo al lungomare un luogo custode delle memorie legate alle origini mitiche di Parthenope. Una novità è rappresentata dalla visita alle Officine ANM di Piscinola, in prossimità della stazione capolinea della Linea 1 della Metropolitana di Napoli, segreto cuore operativo del sistema della mobilità, con i capannoni in cui si effettuano le operazioni di manutenzione di rete e treni.

La curiosità

Protagonista al Villaggio Kids, assolutamente da non perdere e per tutte le età, è la mostra Napoli in Mattoncini dell’associazione Brickanti – Mattoncini al Sud, che ricostruisce fedelmente la città pezzo dopo pezzo: lo Stadio Maradona riprodotto con 24mila mattoncini e otto mesi di lavoro, lo skyline dei monumenti cittadini in scala Architecture, Piazza Dante con le sue storiche bancarelle di libri, il vagone della Circumvesuviana animato da piccole scene di vita quotidiana e tanti altri luoghi di Napoli, tutti da scoprire.

Gli organizzatori ringraziano i partner che sostengono il progetto, condividendone valori e visioni.  InStazione, tour operator specializzato in esperienze turistiche integrate con il trasporto ferroviario; Accadia Relais, boutique hotel nel cuore del centro storico di Napoli.

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