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Fiume Sarno, dall’inquinamento a un futuro sostenibile

Si contende il triste primato di fiume inquinato con il Mehaigne, in Belgio e la Senna, in Francia. Ma se chiedete al motore di ricerca “Qual è il fiume più inquinato d’Europa”, compare purtroppo la scritta: “Sarno”.

Proprio così, ma potremmo essere finalmente a una svolta. È stata pubblicata la gara per il Programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del Sarno.

Oltre 400 milioni di euro per mettere in sicurezza il fiume , aumentare la capacità di contenere le piene e intervenire su un bacino che da decenni rappresenta una delle principali emergenze ambientali, ma anche idrauliche della Campania. Nella foto una delle frequenti esondazioni.

Ci sono una time line e un obiettivo. Entrambi ambiziosi. La data è il 2032, l’aspirazione è quella di aumentare di oltre cinque milioni di metri cubi la capacità di invaso e laminazione delle piene, attraverso il potenziamento delle vasche e una portata idraulica di 120 metri cubi al secondo.

Il programma, per mettere in sicurezza i centri abitati, coinvolgerà l’intero bacino del Sarno. Tre i grandi ambiti territoriali interessati. Nel primo, quello del Sarno e dei suoi affluenti, rientrano San Marzano sul Sarno, Angri, Scafati, Sant’Antonio Abate, Pompei, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Pagani.

Il secondo ambito è nei territori attraversati dai torrenti Solofrana e Calvagnola: Solofra, Montoro, Fisciano, Mercato San Severino, Sarno, Nocera Superiore, Nocera Inferiore e Cava de’ Tirreni.

Il terzo ambito è quello Vesuviano e riguarda Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, Poggiomarino, Boscoreale, Boscotrecase, Striano, Pompei, Scafati e Torre Annunziata.

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