Domenico morto al Monaldi, c’è accordo per il risarcimento
Girano cifre che non possiamo confermare, per il risarcimento alla famiglia riconosciuto l’azienda ospedaliere dei Colli e la famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto perché il cuore da trapiantare era rovinato. L’avvocato Francesco Petruzzi aveva chiesto 3 milioni di euro, ma non può diffondere il valore reale del risarcimento, per l’esistenza di un verbale di riservatezza sottoscritto dalle parti.
Complessivamente sono sei le persone aventi diritto al risarcimento e cioè i genitori, i fratellini e due nonni. “Siamo pienamente soddisfatti e lo è anche mamma Patrizia – ha detto il legale dei Caliendo -. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, e ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale”.
Era dicembre dello scorso anno, quando il piccolo Domenico viene inserito in cima alla lista d’attesa per un trapianto di cuore. Durante le fasi di gestione e trasporto, l’organo avrebbe subito danni da conservazione scorretta. Probabilmente “bruciato” dal ghiaccio secco, fatto che naturalmente compromette l’esito dell’operazione.
Dopo un lungo calvario e la constatazione dell’impossibilità di procedere a un secondo trapianto, il piccolo Domenico muore il 21 febbraio. “La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale e, anche grazie al Monaldi, ci siamo riusciti – ha detto Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo -. Adesso ci sarà il processo penale e quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno, anche se so che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio”.
