Dieta: rivolgersi sempre agli esperti
Prova costume, ossessione per la bilancia, rinunce, cambiare strada se c’è un ristorante o una pasticceria, essere pronti a fare nostra l’ultima moda o a maledire l’ora in cui ci si siede a tavola.
Insomma, quando mangiare diventa un vero incubo e passiamo dalla “nightmare diet” alla “crash diet, per dimagrimenti lampo, fino alla “starvation diet”, ricolma solo di restrizioni e sacrifici.
Ma, cosa è la dieta? Pensiamo veramente di saperlo? Forse no e, proprio perché ne parlano tutti, noi abbiamo preferito chiederlo all’esperta. Ci siamo rivolti alla dottoressa Sara Maiolino, biologa nutrizionista con studio a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli
Dottoressa, allora?
Molto spesso la parola dieta viene distorta e demonizzata, ridotta a un elenco di no: no ai carboidrati no alle uscite solo restrizioni e sacrifici. Ma la parola dieta deriva dal greco e significa semplicemente stile di vita. E lo stile di vita non è una condanna che subiamo, è una scelta che facciamo ogni giorno.
Per me la dieta non è mai rinuncia o punizione, ma la ricerca di un equilibrio personale. Un percorso sartoriale che si adatta alle abitudini, ai ritmi e al piacere di ogni persona. Mangiare bene non deve richiedere un sacrificio umano: quando un percorso nutrizionale è fatto bene, non ti toglie la vita quotidiana, ma ti restituisce il tuo benessere.
Immaginiamo che non possa esistere una dieta che valga per tutti. Ma cosa non dovrebbe mancare in una sana alimentazione?
Esatto, la dieta perfetta per tutti semplicemente non esiste, perché ognuno di noi è unico. Ma se parliamo di cosa non debba mancare mai in una sana alimentazione, la risposta potrebbe sorprendere. Ovviamente servono i nutrienti giusti: verdure, frutta, proteine di qualità. Ma una vera alimentazione sana va molto oltre il piatto.
La parola sano significa anche condivisione: godersi una cena o una pizza con degli amici senza sensi di colpa. Sano significa libertà: smettere di contare ossessivamente ogni singola caloria. Sano significa ancora capire che non esistono cibi buoni o cattivi, ma che si può mangiare davvero tutto basta trovare la giusta frequenza e le giuste quantità per il proprio corpo. La vera salute non si misura solo sulle analisi del sangue.
Chi sta intorno, come può aiutare un familiare che prende la decisione di rimettersi in forma?
La risposta breve è una sola: facendo squadra. Il contesto in cui viviamo è fondamentale e la famiglia deve essere la prima alleata, mai un ostacolo. Quando una persona decide di mettersi in forma, che sia per salute o per ritrovare la stima in se stessa, compie un atto di coraggio.
In quel momento, chi gli sta attorno non deve diventare un giudice, ma un punto cardine di sostegno. Questo diventa ancora più cruciale quando parliamo di ragazzi e figli minorenni. I giovani non imparano dai discorsi, imparano dall’esempio. La salute non si insegna mettendo un singolo membro della famiglia a dieta e gli altri no, ma trasformando la tavola in un luogo di condivisione e di sane abitudini per tutti.
Nel post dieta c’è il terrore di riprendere i chili persi. Quali sono i suoi consigli, anche per gestire l’ansia?
Questa è un’ansia assolutamente comprensibile e umanissima. Quando una persona investe energie e sacrifici, la paura di tornare al punto di partenza è del tutto normale. Ma la verità è questa: la paura di riprendere i chili esiste solo se si è fatta una dieta a termine, non un vero percorso nutrizionale.
Se un percorso funziona davvero, il suo scopo non è solo di farti perdere peso, ma trasformare le tue abitudini. Durante il percorso impari a conoscere il tuo corpo, impari a gestire il cibo in ogni situazione e quelle scelte sane diventano automatiche, radicate, parte della tua nuova identità. Il mio consiglio per gestire quest’ansia? Smettere di guardare la bilancia come un giudice e iniziare a guardare se stessi con fiducia.
Come si può aiutare le persone a tenersi lontano dai “giudizi social”?
Questo è uno dei temi più urgenti e delicati di oggi. Purtroppo, i social spesso vendono modelli irrealistici e filtri che non esistono nella vita reale, creando un senso di inadeguatezza che nei ragazzi. Questo, non solo in loro, può scatenare un’ansia profonda e nei casi più gravi sfociare in veri propri disturbi del comportamento alimentare. Parliamo di trappole pericolose, capaci di distruggere la serenità di una persona.
Come ci si difende? Non basta dire spegni il telefono, servono due scudi fondamentali: il primo è un percorso di reale consapevolezza: imparare a affidarsi a professionisti qualificati e riscoprire il valore del proprio corpo reale, al di là dei like. Il secondo è il calore della famiglia e delle persone care: una rete d’amore sincera.
A proposito di social. Per la serie “siamo tutti nutrizionisti”, cosa ne pensa delle promesse di in un rapido dimagrimento legato alla “prova costume”?
Siamo sinceri: promettere miracoli a tre settimane dalla prova costume è facile, ed è un mercato che vende benissimo. Ma il problema non è di dimagrire velocemente, il problema è mantenere questi risultati.
Diete drastiche o approcci estremi, come la famosissima cheto genica fatta da soli dall’oggi al domani, possono anche farti perdere peso in pochi giorni, ma a quale prezzo? Sono schemi rigidi e insostenibili.
E una volta determinato questo percorso di penitenza, ti ritrovi. E a capo: davanti alla vita reale, con una fame raddoppiata e un’alimentazione che non sai gestire, perché nessuno ti ha insegnato a mangiare davvero.
E degli integratori magici?
Sugli integratori magici o le pillole dimagranti sarò nettissima: semplicemente non esistono. Non c’è beverone o compressa che possa sostituire una sana alimentazione.
Tra poco diventeremo tutti consumatori del prodotto contro il cortisolo. Ma funziona veramente?
Sui social basta un trend per trasformare un ormone vitale nel nemico pubblico numero uno. Oggi, la nuova promessa magica è proprio questa: compra il pillola anti cortisolo e vedrai la pancia sparire.
Ma parliamoci chiaro, da professionisti e da persone trasparenti: nessun integratore al mondo può cancellare gli effetti di uno stile di vita sbagliato. Il cortisolo è l’ormone dello stress, ed è vero che quando è cronicamente alto può rendere più difficile la gestione della fame.
Ma credere che basti una compressa per spegnerlo è un’illusione di vendita online? Il cortisolo non si abbassa ingoiando una pillola, si abbassa cambiando ritmo. Si abbassa con un sonno di qualità, con la giusta nutrizione e riducendo le diete drastiche che lo stressano.
Cosa dire e, soprattutto, cosa non dire a chi sta affrontando un percorso di dimagrimento?
Partiamo da cosa non dire, perché le parole hanno un peso enorme. Basta con le frasi tipo: ma come, sei a dieta e mangi la pizza? Oppure: ma quanti chili hai perso finora? Questo tipo di pressione crea solo ansia e senso di colpa. A chi sta affrontando questo cammino dobbiamo dire cose ben diverse.
Dobbiamo ricordargli perché ha iniziato e aiutarlo a spostare l’attenzione da quel numero freddo sulla bilancia, la propria serenità. Il vero successo non è vedere un numero che scende, ma smettere di aver paura del cibo. È godersi le vacanze col sorriso, sedersi a tavola con gli amici senza l’angoscia di ingrassare, vivere il cibo come un piacere e non come un nemico. Soprattutto, dobbiamo ricordare una cosa fondamentale: cadere è normale.
Lei, come fa a tenersi in forma?
Spesso si pensa che noi nutrizionisti nasciamo già con il chip dell’alimentazione perfetta. Per me non è stato così, e non mi vergogno a dirlo. Da bambina non avevo problemi di forma fisica, ma soffrivo di una forte inappetenza. Ricordo benissimo l’ansia da prestazione davanti al piatto di pasta, la paura quasi paralizzante di non riuscire a finirlo.
Ne sono uscita, diventando la donna e la professionista che sono oggi e lo devo a tre cose: alla sensibilità dei miei genitori e della mia pediatra, che non mi hanno mai forzata. Alla ginnastica artistica, che mi ha insegnato ad amare il movimento. Al tempo, che mi ha portato verso una reale consapevolezza.
Oggi mantenersi in forma per me significa saper ascoltare e modulare il mio corpo.
