Da Napoli a Torino, l’atlante del designer Gennaro Regina
Dal 1° luglio al 4 ottobre, le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria a Torino ospitano 33 opere dell’artista e designer napoletano. Un viaggio vulcanico tra geografie antiche, miti identitari e un commosso tributo al critico d’arte Luca Beatrice.
Gennaro Regina, artista e designer napoletano ed erede di una storica famiglia di editori d’arte e librai antiquari dal 1880, propone le pagine di un suo personalissimo “atlante” composto da 33 opere: 25 originali, 7 riproduzioni in stampa e 1 installazione. Un percorso espositivo in cui prendono vita paesaggi sentimentali e dissacranti, nati dal recupero di carte antiche, mappe settecentesche e frammenti di giornali che giocano con la tradizione e con i paradigmi universali del sapere.
Nella sequenza di immagini ricorre il Vesuvio infuocato, che pare quasi stagliarsi sul Monviso svettante sull’arco alpino visibile dalle finestre. Così nell’opera Torino in the Box, che dà il titolo alla mostra, la Mole Antonelliana si staglia sul Monviso dipinto dall’artista su una stampa antica dove si scorgono Torino e Venaria Reale. Colore, emozioni, collage, sovrascritture, simboli antichi, mitiche sirene e santi protettori, ex voto, temi classici o di più vicina attualità, compongono un vulcanico voyage pittoresque, che è anche il nome della boutique e casa editrice di Gennaro Regina.
La mostra, curata da Walter Guadagnini, si struttura attorno a una doppia linea di ricerca, chiaramente rintracciabile nelle opere. Da un lato, emerge la matrice genealogica dell’artista: erede di una tradizione familiare attiva nel campo dell’editoria d’arte e del commercio antiquario sin dal 1880, Regina interviene su carte antiche (incisioni, documenti, materiali d’archivio) attivando un processo di riscrittura visiva; dall’altro lato si impone un elemento iconico e ricorrente nella sua pratica: il Vesuvio.
Più che semplice soggetto, esso si configura come dispositivo simbolico, grammatica espressiva, presenza costante fin dagli esordi del suo percorso. Attraverso variazioni formali e cromatiche, il vulcano diventa segno, archetipo e voce, strumento attraverso cui l’arti-sta articola una riflessione visiva capace di tradurre stati emotivi e tensioni interiori in un linguaggio essenziale e stratificato.
Torino in the Box è anche un tributo al critico d’arte Luca Beatrice, figura centrale nel panorama critico contemporaneo, che nel 2019 curò Vesuvio in the Box al MAV di Ercolano dalla quale trae origine. Proprio a Beatrice, Gennaro Regina dedica l’esposizione a seguito della sua prematura scomparsa, configurandosi non solo come gesto personale, ma come dispositivo narrativo capace di mettere in relazione memoria e attualità, continuità e trasformazione.
