Campi Flegrei: prevenzione e interventi rapidi per salvare le case dal sisma
Investire di più nella prevenzione, non lasciando gli interventi al solo post-scossa. Lo Stato deve fare un deciso cambio di passo. A chiederlo è Sergio Lomasto, presidente del comitato amministratori condominiali e condomini Flegrei.
“Da oltre due anni i Campi Flegrei convivono con un fenomeno bradisismico caratterizzato da scosse frequenti e di significativa intensità. Da amministratore di numerosi condomini dell’area posso affermare che oggi la vera emergenza non è rappresentata dalla singola scossa, ma dalla continua e costante sollecitazione cui è sottoposto il patrimonio edilizio del territorio – spiega Lomasto -. Nella maggior parte dei casi non registriamo danni alle strutture portanti degli edifici, ma ciò non significa che le abitazioni siano sicure o pienamente fruibili. Lesioni, distacchi di intonaci, cedimenti di elementi non strutturali e danni diffusi rendono spesso gli immobili inagibili o comunque non idonei ad essere abitati, costringendo tante famiglie a lasciare le proprie case”.
Tra le misure previste sulla carta, per il ristoro dei cittadini residenti, ci sono contributi statali per interventi di adeguamento o consolidamento strutturale al 50% o al 70%. Ma, un intervento di consolidamento su un condominio di quattro o cinque piani, con dieci appartamenti, può facilmente superare il milione di euro. ”Nella realtà i contributi risultano poco accessibili e, soprattutto, economicamente insostenibili – sottolinea l’esperto -. Anche lasciando ai condomini soltanto il 30% della spesa, significa chiedere a ogni famiglia di sostenere costi esorbitanti che, nelle attuali condizioni economiche e psicologiche che vivono i cittadini dei Campi Flegrei, è semplicemente irrealizzabile”.
La sicurezza, inoltre, non dipende esclusivamente dalle condizioni dell’edificio. Anche se un fabbricato è strutturalmente sicuro, può insistere al di sotto di un costone roccioso o in un’area che necessita di interventi di consolidamento e, dunque l’immobile integro rientra tra quelli insicuri.
“Non comprendiamo, inoltre, perché continuino ad esserci cittadini esclusi dalle misure di sostegno soltanto perché il loro immobile è stato sgomberato a seguito di una scossa diversa da quelle del maggio 2024 o del marzo 2025 – conclude Lomasto -. Quando la motivazione dello sgombero è identica: la tutela della pubblica incolumità. Non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B in base alla data in cui la terra ha tremato”.
La comunità flegrea ha dimostrato in questi anni grande dignità e resilienza. Adesso aspetta di ricevere risposte concrete e all’altezza della sfida che sta affrontando.
