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Al TRAM in scena il paradosso della morte

TRAM e Teatro dell’Osso presentano “Opera Zombi” uno spettacolo che mette in scena il paradosso della morte: la fine della vita biologica e l’inizio di una nuova esistenza nelle mani dei posteri. In un’atmosfera sospesa tra il tragico e il comico, lo spettacolo racconta le vicende de “Il Vivo e Il Morto”, protagonisti alle prese con il mistero della morte e del passaggio “dall’altra parte”. Accanto a loro, prendono vita le storie di quattro cadaveri celebri: Voltaire, Paganini, Mussolini ed Einstein, le cui vicende tra rocambolesco, macabro e ironico conducono il pubblico in un viaggio unico tra memoria, decomposizione e riflessione sulla mortalità. Con “Opera Zombi” si è voluto esplorare il confine tra vita e morte in modo ironico e sorprendente, evitando sia la retorica che il puro macabro. Interessava indagare cosa resta di noi dopo la fine biologica: non solo nei ricordi, ma anche nelle narrazioni, nelle manipolazioni e nelle trasformazioni che i vivi operano sui morti. In questo senso, i cadaveri diventano materia viva di racconto, quasi personaggi che continuano ad agire nel tempo, loro malgrado. Attraverso una drammaturgia che mescola registri diversi — dal grottesco al comico, fino a momenti più lirici e inquietanti — lo spettacolo invita il pubblico a confrontarsi con un tema universale, ma spesso rimosso. Le figure storiche che abbiamo scelto incarnano proprio questo paradosso: corpi morti che non smettono di essere presenti, discussi, reinterpretati. Tra risate amare e piccoli brividi, il pubblico è chiamato a interrogarsi sulla memoria dei corpi e sulla vita dei ricordi. “Forse i veri zombi non sono i cadaveri, ma noi vivi, quando continuiamo a trattenere, deformare o sfruttare ciò che dovrebbe, invece, trovare pace. In fondo, è uno spettacolo che parla della nostra incapacità di lasciare andare, ma anche del nostro bisogno profondo di dare un senso alla fine”, dichiara l’autore Mirko di Martino. Prossime recite il 9, 10, 16 e 17 maggio.

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