Aziende agricole in Campania: crescita in chiaroscuro
La Confederazione degli Agricoltori Europei (Confeuro) ha incrociato i dati di Osservatorio Statistico, Ismea e Istat Campania sulla salute della aziende agricole in Campania.
Un dato salta subito all’occhio: Napoli è maglia nera per aziende perse. L’economia agricola non ha retto alle profonde trasformazioni che stanno modificando struttura e prospettive del comparto.
La superficie agricola utilizzata (Sau) in Campania è diminuita più dell’8% nei dieci anni tra il 2010 e il 2020, che corrisponde all’ultimo censimento generale dell’Agricoltura.
Caserta è la più penalizzata, perdendo più del 17% di Sau. Seguono Salerno, con un saldo passivo dell’12%, Benevento con il 6% e Avellino con il 4%.
Solo Napoli è in controtendenza. Solo qui, la superficie agricola utilizzata fa registrazione una variazione positiva e anche importante: +27 per cento. Dato che fa a pugni con quello negativo che riguarda le aziende agricole che hanno chiuso.
Napoli, infatti, detiene il primato negativo regionale. Ovvero, il 55%: se ne contavano oltre 14 mila nel 2010, ne restano poco più di seimila nel 2020. Per gli esperti i numeri vanno letti in una sola direzione: c’è stato un processo di concentrazione fondiaria, con poche aziende che gestiscono superfici più ampie.
Infine, ancora due dati che riguardano l’intera regione. Uno positivo: aumenta di un migliaio di unità il numero di operai agricoli dipendenti. Uno negativo: la riduzione delle imprese agricole condotte da giovani, con 1500 imprese sparite dai radar.
