Ricercatore napoletano ad Harvard contro l’Alzheimer
Dall’Università Federico II di Napoli ad Harvard, in uno dei laboratori più avanzati al mondo nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla medicina. È il percorso di Adriano De Simone, dottorando federiciano e primo studente dell’ateneo napoletano a entrare nell’AI & Robotics Lab dell’Università di Harvard, centro d’eccellenza internazionale guidato dal professor Mengyu Wang.
Dopo la laurea in Ingegneria delle Intelligenze Artificiali alla Federico II, De Simone ha conseguito un Master in Business Administration all’École des Ingénieurs di Parigi. Prima del dottorato, ha maturato importanti esperienze professionali al CERN e in Automar Spa, dove a soli 29 anni ha ricoperto il ruolo di Head of IT Operations.
Da luglio a dicembre, il ricercatore trascorrerà sei mesi ad Harvard per completare la tesi e approfondire le proprie ricerche. Due le principali direttrici del suo lavoro scientifico: da un lato lo studio delle malattie rare, con particolare attenzione alla recidiva della pancreatite biliare acuta, patologia complessa da prevedere ma sulla quale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sta già offrendo risultati promettenti; dall’altro l’analisi di malattie neurodegenerative diffuse e devastanti come l’Alzheimer, con l’obiettivo di sviluppare strumenti in grado di favorire una diagnosi precoce, prevederne l’evoluzione e contribuire a rallentarne il decorso.
Dietro l’impegno scientifico c’è anche una motivazione profondamente personale. “Mio padre è affetto da Alzheimer –spiega Adriano De Simone -. La diagnosi, arrivata nel 2015, ha cambiato radicalmente la vita della nostra famiglia e mi ha spinto a comprendere questa malattia e a combatterla in prima linea. Mai come in questo momento il potenziale dell’intelligenza artificiale è un’occasione da non perdere per vincere le sfide mediche del domani e costruire nuove soluzioni per la qualità della vita di ognuno di noi”.
