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a Ischia in gommone per non saltare scrutini ed esami

C’è chi prende l’auto, chi il treno e chi, per arrivare al lavoro, deve affidarsi ogni giorno al mare. E quando il mare decide di mettere alla prova la pazienza dei pendolari, raggiungere il posto di lavoro può trasformarsi in una vera impresa. Anche nei più placidi dei mattini, può capitare però che a guastarsi e a guastare la giornata ai naviganti, ci si mette un guasto ai motori del traghetto. Così, una dozzina di insegnanti residenti a Procida , pur di non mancare agli esami nelle scuole medie di Ischia, hanno scelto una soluzione tanto insolita quanto efficace: attraversare il tratto di mare a bordo di due gommoni noleggiati.

La vicenda ha avuto inizio all’alba, quando i docenti si sono recati al porto di Marina Grande per imbarcarsi sul traghetto diretto a Ischia previsto alle 7.15. Il collegamento, però, è stato cancellato a causa di un’avaria tecnica che ha bloccato la nave ancora nel porto di Napoli, impedendole di raggiungere Procida.

Una notizia che avrebbe potuto compromettere una giornata particolarmente delicata per il mondo della scuola. In queste settimane, infatti, gli istituti sono impegnati nelle operazioni di scrutinio finale e nelle sessioni d’esame, attività che richiedono la presenza dei docenti e che difficilmente possono essere rinviate all’ultimo momento.

Di fronte all’imprevisto, i professori non si sono persi d’animo. Valutata l’impossibilità di attendere il collegamento successivo, un aliscafo diretto a Casamicciola che sarebbe partito circa due ore dopo, hanno deciso di organizzarsi autonomamente. In poco tempo sono riusciti a reperire due gommoni a noleggio, uno a Marina Grande e l’altro alla Chiaiolella, e a raggiungere il porto di Ischia approfittando delle favorevoli condizioni meteo.

Un viaggio fuori dall’ordinario che si è concluso senza problemi e che ha consentito agli insegnanti di presentarsi puntualmente nelle rispettive scuole, evitando disagi agli studenti e garantendo il regolare svolgimento delle attività programmate.

Un episodio che racconta la realtà dei pendolari delle isole

Se da un lato la storia ha suscitato curiosità e simpatia, dall’altro rappresenta l’ennesima testimonianza delle difficoltà che ogni giorno affrontano i pendolari del mare nel Golfo di Napoli.
Tra Ischia, Procida e la terraferma migliaia di lavoratori, studenti, insegnanti e operatori sanitari dipendono quotidianamente dai collegamenti marittimi. 

Un sistema essenziale ma spesso messo sotto pressione da guasti tecnici, corse soppresse, ritardi e condizioni meteorologiche avverse. Durante la stagione estiva, inoltre, la situazione si complica ulteriormente. L’aumento dei flussi turistici porta frequentemente a mezzi affollati, lunghe code agli imbarchi e difficoltà nel trovare posto, soprattutto nelle fasce orarie più richieste da chi viaggia per lavoro.

Non sono rari i casi di pendolari costretti a partire all’alba o a rientrare in tarda serata per riuscire a conciliare gli orari delle corse con quelli delle proprie attività professionali. Quando poi intervengono problemi tecnici o il mare mosso, il rischio di perdere una giornata di lavoro o un appuntamento importante diventa concreto.

Il mare come opportunità, ma anche come sfida

L’episodio dei professori “sbarcati” a Ischia in gommone racconta bene il rapporto speciale che le comunità isolane hanno con il mare: una risorsa fondamentale che garantisce collegamenti, lavoro e sviluppo turistico, ma che può trasformarsi anche in un ostacolo quando il sistema dei trasporti mostra le sue fragilità.

La determinazione degli insegnanti procidani ha permesso di evitare ritardi e disservizi nelle scuole dell’isola, trasformando un inconveniente in una storia destinata a far sorridere. Allo stesso tempo, però, l’episodio riaccende l’attenzione su una questione che da anni riguarda residenti e lavoratori delle isole del Golfo: la necessità di collegamenti sempre più affidabili, puntuali e adeguati alle esigenze di chi il mare non lo attraversa per vacanza, ma per necessità.

Per una volta i docenti sono riusciti a trovare una soluzione alternativa. Ma per migliaia di pendolari campani, ogni traversata continua a essere una piccola scommessa quotidiana contro il tempo.

Manuela Bottiglieri

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