Celebrato il “miracolo napoletano” del Papa Buono
In occasione del sessantesimo anniversario del miracolo – avvenuto a Napoli – che ha condotto alla canonizzazione di Angelo Roncalli, la Basilica di Santa Maria di Piedigrotta ha ospitato un intenso momento di memoria, fede e storia cittadina, celebrando un evento che nel maggio del 1966 vide la storia della medicina arrendersi a quella della fede.
La Basilica di Piedigrotta ha accolto Don Giulio Albani, Rettore del Santuario di Sotto il Monte (paese natale di Papa Giovanni XXIII), giunto a Napoli per rievocare il profondo legame tra il Pontefice bergamasco e il capoluogo campano. In un momento di grande commozione e valore spirituale per l’intera comunità, il Rettore Albani ha donato alla Basilica e alla comunità di Piedigrotta una reliquia di San Giovanni XXIII, suggellando così un ponte di fede indissolubile tra la terra natale del Papa e la città del miracolo.
Il prodigio, avvenuto in una stanza contigua alla Basilica di Santa Maria di Piedigrotta, ha costituito il pilastro fondamentale per la beatificazione di Giovanni XXIII (proclamata nel 2000 da Giovanni Paolo II) e per la successiva canonizzazione del 2014 ad opera di Papa Francesco.
Nel maggio del 1966, Suor Caterina Capitani, una Figlia della Carità non ancora suora professa, era in fin di vita a causa di una gravissima ulcera gastrica perforante e di una fistola addominale che avevano causato un’emorragia inarrestabile. Consci della fine imminente, i medici le concessero di emettere i voti in anticipo il 19 maggio.
Spinte dalla fede, le consorelle posero una reliquia di Papa Roncalli (scomparso tre anni prima) sulla fistola, iniziando una novena. Il 25 maggio avvenne l’inspiegabile: come si legge nei resoconti autografi conservati a Potenza, il Papa apparve al capezzale della suora annunciandole la guarigione. In pochi minuti la temperatura passò da 39,5°C a 37°C e la fistola si richiuse completamente, lasciando i clinici dell’epoca nel più totale sconcerto.
L’incontro pomeridiano, introdotto dal saluto del parroco Don Piero Milani, è stato moderato dal giornalista Michelangelo Iossa. Il dibattito ha visto la partecipazione straordinaria di Don Giuseppe Guerra, storico del miracolo del 1966, e di Alfredo Capitani, fratello di Suor Caterina, la giovane religiosa che sessant’anni fa ricevette il dono della guarigione prodigiosa.
Al termine dell’incontro, lo stesso Don Giulio Albani ha presieduto una solenne celebrazione eucaristica. La liturgia è stata arricchita dalle esecuzioni all’organo di Cristina Brancato, organista titolare della Basilica e raffinata ambasciatrice della scuola organistica napoletana.
