Hantavirus, attivato protocollo operativo in Campania
Come per il Covid è l’ospedale Cotugno il centro di riferimento per l’Hantavirus. Sono anche stati allertati i medici di base e i pediatri, che dovranno comunicare eventuali sintomi. Ci sarà più attenzione su su eventuali infestazioni di roditori in porti e aeroporti. È questo, in sintesi, il protocollo operativo attivato in Campania per fronteggiare una eventuale emergenza. Dopo il focolaio da Hantavirus collegato alla nave da crociera MV Hondius, con diversi casi di contagio e, purtroppo tre morti, si è messa in moto la macchina degli interventi. Dal 9 maggio, su indicazione del Ministero della Salute, la Regione Campania ha emanato un protocollo operativo per sorveglianza epidemiologica, contact tracing, gestione dei casi sospetti, misure di prevenzione e controllo.
Hantavirus: i sintomi
I sintomi generali sono: febbre pari o superiore a 38°C, brividi, cefalea, vertigini, mialgie, astenia o malessere generale. Poi, ci possono essere i sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea, dolore addominale. Infine, i sintomi respiratori: tosse, dispnea, dolore toracico, difficoltà respiratoria, polmonite, ipossiemia o distress respiratorio, ipotensione, shock o rapido peggioramento del quadro respiratorio. L’Hantavirus ha un periodo di incubazione medio, pari a 42 giorni.
Hantavirus: le misure previste dal protocollo
In presenza di sintomi e anamnesi epidemiologica compatibile con esposizione a nave, volo o altro mezzo di trasporto promiscuo, il medico curante avvisa l’Asl di competenza. Viene disposto il prelievo domiciliare urgente, che verrà eseguito con personale specializzato dotato di DPI completi, ossia tuta integrale, doppi guanti, mascherina FFP3 e visiera. Nel caso di malattia conclamata si attiva la catena di biocontenimento, con il trasporto del paziente con ambulanza MedEvac al pronto soccorso del Cotugno, che sarà preallertato. Non è disponibile, allo stato, una terapia antivirale specificamente approvata per la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus. La gestione clinica è prevalentemente di supporto: monitoraggio clinico, respiratorio ed emodinamico ravvicinato, supporto ventilatorio e ossigenoterapia secondo necessità, supporto vasopressorio ove indicato.
Hantavirus: come si trasmette
Il virus è diffuso in alcune aree del Sud America, trasmesso all’uomo attraverso l’esposizione diretta o per via inalatoria con urine, feci o saliva di roditori infetti. Seppure raramente, c’è la possibilità di una trasmissione da persona a persona, di regola in presenza di contatti stretti e prolungati. Non ci sono pericoli legati ai roditori tenuti come animali da compagnia in casa. I pazienti con sospetta infezione devono indossare la mascherina di secondo livello in presenza di altri, essere isolati in ambiente idoneo, gestiti con percorsi separati rispetto a altri ammalati.
