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Grazie Papa Leone XIV, torna presto

Cosa resta di una giornata straordinaria, iniziata con in testa un solo pensiero: oggi viene il Papa! Resta il rimpianto, che sia già terminata. La commozione, nel cuore dei credenti che hanno ascoltato la parola dal loro Pastore. La gioia nella “città della gioia”, come il Papa stesso ha definito Napoli. Così come “contagiosi” di questo meraviglioso sentimento, i suoi abitanti. Che tutto vivono con leggerezza, che non significa disimpegno e che si sono lasciati alle spalle i problemi anche se solo per un giorno. Perché al Papa dei nostri problemi importa, eccome!, ma per una volta ci ha voluti sorridenti ed è stato accontentato.

Ventimila è più i fedeli a Pompei. Non meno di cinquantamila in piazza del Plebiscito. Tanti che hanno seguito le dirette televisive (speriamo numerosi collegati con noi), da casa, dagli ospedali, dalle carceri, da ovunque ci si pone in ascolto quando il Papa parla ed il suo racconto è atteso e intriso di sollievo e di carezze per le anime ferite.

Papa Leone XIV ha varcato la porta della città, senza dover bussare. Era già aperta, ed era stato tirato a lucido il pavimento e c’erano sul tavolino la piccola pasticceria e il caffè ed avevamo tutti indossato il vestito più bello per lui. Perché così si fa quando arriva un ospite importante Lui che, però, ha voluto ricordare le periferie, gli ultimi che abitano quelle del cuore, il male che ci fanno la camorra e il pregiudizio. Si è ricordato, lui, di quanto siamo un popolo orgoglioso. Nel giorno in cui umiltà, è stata la parola d’ordine e di comportamento.

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