Referendum, confronto organizzato da Manageritalia Campania
Comprendere al meglio le delicate questioni in gioco nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Con questo obiettivo, Manageritalia Campania ha organizzato presso la sede di via Medina, a Napoli, un dibattito tra due autorevoli magistrati napoletani. Nel corso dell’evento sono state illustrate le ragioni del sì e del no alla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e il conseguente sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura i cui membri non saranno più eletti, ma sorteggiati e l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare.
A confrontarsi su questi e altri aspetti, con la moderazione del giornalista de “Il Mattino”, Leandro Del Gaudio, sono stati Vanni Corona e Catello Maresca. Il primo, già sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, e impegnato in passato come Pubblico ministero occupandosi della faida di Scampia, ha espresso le ragioni per cui la riforma va bocciata: “Si tratta di una riforma che va a incidere sugli equilibri di potere dello Stato. Andando a intervenire sul Csm si indebolisce quella che è la possibilità da parte del potere giudiziario di fare la verifica della aderenza dell’attività di chiunque alle norme, e ciò implica uno sbilanciamento, che è un potenziale pericolo a cui assistiamo già adesso, tenuto conto dell’attuale mancanza di produzione legislativa da parte del Parlamento. E teniamo conto che l’ultimo step di questo sbilanciamento è la legge sul premierato, che toglierà, di fatto, gran parte dei poteri al nostro arbitro vero, che è il Presidente della Repubblica”.
Sulla sponda opposta Maresca, già candidato a sindaco di Napoli e attuale consigliere comunale in carica, ma soprattutto dal 2007 al 2018 sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, occupandosi delle principali inchieste contro la mafia casalese: «Si conserva l’autonomia della magistratura, sia del pubblico ministero che del giudice, facendo un doppio Csm, e si interviene su una stortura, purtroppo grave, del nostro Paese, che è il correntismo. Si individua il sorteggio e si responsabilizza di più il magistrato con l’alta corte di disciplina”. Sul sorteggio, Maresca ha aggiunto: “Purtroppo il nostro sarà l’unico paese d’Europa che avrà il sorteggio, ma è anche l’unico che ha visto quello squallore nel telefono di Palamara, da cui sono usciti 700 magistrati che facevano la fila alla porta del Csm per avere favori.
Ciò è accaduto solo in Italia, e richiede un intervento forte, che è il sorteggio, che poi esiste già”. Presente all’incontro anche Pier Paolo Baretta, assessore al Bilancio del Comune di Napoli: “Credo che un dibattito che sta coinvolgendo tutto il Paese, un’occasione sulla quale ci si confronta sulle idee e non sulle polemiche, sia assolutamente importante, per cui ben venga questo appuntamento organizzato dai manager. A me pare problematico il sorteggio, che è una prassi non coerente con certe scelte democratiche, e la separazione del Csm per me, riduce e non aumenta, lo spazio di controllo”.
La conversazione è stata preceduta dai saluti istituzionali di Ciro Turiello, presidente di Manageritalia Campania, che ha sottolineato: “Noi siamo un’associazione di rappresentanza, per cui abbiamo il diritto, ma anche il dovere, di fare in modo che su temi importanti come quello della giustizia e di un referendum che potrebbe modificare alcuni articoli della Costituzione italiana, i nostri associati abbiano tutte le informazioni. Stiamo solo svolgendo un compito che, a mio avviso, è principale per gli organismi intermedi. Forse quel che è mancato in questa fase è che altri organismi intermedi non hanno messo in campo questa azione”.
