Fatture false per 500milioni di euro, decine di arresti
Un sequestro preventivo di beni, per un valore superiore a 32 milioni di euro, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine su una frode IVA “carosello” su larga scala nel settore informatico. Vi rientrano cinque società sospettate di essere coinvolte in un complesso schema di frode fiscale internazionale. L’indagine ha preso le mosse nel 2023 e si è concentrata su una rete criminale specializzata nelle cosiddette “frodi carosello”, ovvero sofisticati meccanismi di evasione dell’IVA che coinvolgono società definite “cartiere”, create esclusivamente per emettere fatture false. Il meccanismo prevede che ci sia un fornitore UE che vende beni a una “cartiera” italiana senza IVA. La cartiera rivende il bene a un operatore nazionale, applicando l’IVA che non verserà mai al fisco, scomparendo da un giorno all’altro. Sono una sessantina le persone coinvolte in provincia di Napoli. Anche se gli indizi portano lontano, nei Paesi Bassi, in Germania, Romania e Ungheria. Complessivamente sono state individuate fatture su operazioni inesistenti per un valore superiore a 500 milioni di euro.
