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Crollo palazzina a Casoria, poteva essere una strage

Lo sgombero, il boato, il crollo. Se l’ordine non fosse stato questo, adesso si sarebbero contate le vittime. Il crollo, avvenuto all’alba, ha rotto il silenzio di via Cavour a Casoria, alle porte di Napoli. L’edificio interessato era stato sgomberato poche ore prima dai vigili del fuoco, impegnati in una serie di verifiche strutturali legate a una perdita d’acqua causata dal danneggiamento di una condotta idrica. Una scelta precauzionale che si è rivelata decisiva: quando il palazzo è collassato, fortunatamente, non c’era più nessuno all’interno. In via preventiva, circa venti nuclei familiari erano stati allontanati dalle proprie abitazioni, non solo dallo stabile poi crollato ma anche da altri edifici vicini considerati potenzialmente a rischio. Per loro, una notte trascorsa lontano da casa, ospiti di parenti e amici, mentre il Comune disponeva la chiusura temporanea di alcune strade della zona per consentire le operazioni di sicurezza. Il cedimento ha avuto effetti anche sui servizi essenziali: la rottura della condotta ha comportato l’interruzione della fornitura idrica nell’area, aggravando una situazione già delicata e aumentando il disagio per i residenti.

L’intervento della Regione e della Protezione Civile

La Regione Campania si è attivata nelle ore immediatamente successive, affiancando l’amministrazione comunale nella gestione dell’emergenza. Sul posto sono state inviate due autobotti per garantire l’approvvigionamento idrico alla popolazione, mentre la Protezione Civile regionale ha coordinato il supporto tecnico e logistico. A Casoria è arrivata anche l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione in raccordo con il Comune e con la struttura regionale, in accordo con il presidente della Regione Roberto Fico. Una tragedia evitata, ma resta l’allarme sicurezza Nessun ferito, nessuna vittima. È questo il dato che consente di tirare un sospiro di sollievo. Ma quanto accaduto riaccende i riflettori su un tema ricorrente in molte realtà urbane della Campania: la fragilità del patrimonio edilizio e la necessità di interventi tempestivi su infrastrutture spesso obsolete.

Manuela Bottiglieri