Truffe agli anziani, decine gli arresti dei carabinieri
È una delle settimane più calde dell’estate e, mentre milioni di italiani si spostano per le vacanze, molte persone anziane restano sole nelle proprie abitazioni. È proprio in questi giorni che aumenta l’importanza della prevenzione contro le truffe: i malviventi fanno leva sulla solitudine, sulla fiducia e sull’ansia provocata da una presunta emergenza per convincere le vittime a consegnare denaro, gioielli o dati personali.
Il bilancio degli ultimi giorni nel Napoletano
A Sorrento, le indagini hanno ricostruito un sistema nel quale un telefonista contattava la potenziale vittima mentre un complice si muoveva verso l’abitazione per ritirare il bottino. Dalla telefonata alla porta di casa. Il meccanismo è particolarmente insidioso perché mantiene la vittima costantemente sotto pressione.
A Piano di Sorrento, una 81enne, convinta che il figlio fosse stato arrestato, ha raccolto 1.200 euro e ha raggiunto Napoli in treno per consegnarli a quello che credeva essere un avvocato incaricato di risolvere la situazione. L’intervento dei carabinieri ha permesso di fermare il presunto truffatore prima che si allontanasse con il denaro.
Ancora a Piano di Sorrento, invece, una 86enne ha consegnato 5mila euro e diversi gioielli a un uomo travestito da donna, convinta di trovarsi davanti alla persona incaricata di recuperare il denaro per il figlio. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima.
In un’altra operazione, a Quarto, i militari hanno scoperto un vero e proprio call center: sequestrati 17 telefoni cellulari, un computer portatile e 101 SIM telefoniche. I militari hanno documentato sette tentativi di frode in corso, oltre a una truffa già consumata ai danni di un’anziana, per 18mila euro.
A Sant’Agnello, una 88enne è stata convinta a consegnare 500 euro e preziosi per un valore stimato tra 12 e 15mila euro, tra cui una fede matrimoniale con incisa la data del cinquantesimo anniversario.
Le trasferte sulle isole
A Ischia, due minorenni sono stati denunciati prima che potessero portare a termine una truffa. Nei loro telefoni erano presenti indirizzi e punti di interesse salvati su Google Maps; avevano inoltre con sé una placca e un tesserino falsi della Polizia. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, una vittima di 85 anni aveva già preparato circa 6mila euro in attesa dell’incaricato al ritiro.
A Procida, invece, un 32enne è stato arrestato dopo una truffa da circa 8mila euro più gioielli ai danni di una 81enne. L’uomo avrebbe poi tentato di confondersi tra i turisti cambiandosi d’abito. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di collegarlo a una truffa avvenuta il giorno precedente a Capri.
In alcuni episodi il meccanismo è degenerato in violenza. A Ischia, una coppia di anziani, lei 80enne e il marito 93enne, è stata convinta a consegnare un pacco contenente 15mila euro. Quando i due hanno chiesto spiegazioni, il truffatore ha strappato il pacco dalle mani della donna e ha scaraventato a terra il marito, intervenuto per difenderla. Il giovane è stato successivamente bloccato dai Carabinieri e il denaro restituito ai proprietari.
C’è anche chi non abbocca
A Sant’Antimo, una 74enne non ha consegnato i 1.900 euro richiesti perché conosceva le modalità utilizzate dai truffatori grazie alle campagne di sensibilizzazione.
A Sorrento, invece, una figlia ha intuito la truffa, ha finto di essere la madre anziana e ha registrato la conversazione con il truffatore, fornendo agli investigatori un elemento utile per ricostruire il meccanismo.
Il messaggio che emerge dalle indagini è quindi chiaro: la conoscenza del fenomeno e il coinvolgimento immediato dei familiari possono fare la differenza. Una telefonata inattesa, soprattutto quando viene utilizzata per creare paura e chiedere denaro con urgenza, deve essere verificata senza seguire le indicazioni dell’interlocutore.
