Targhe polacche danno economico e sociale per Napoli
L’Associazione Carlo La Catena chiede subito la riforma del sistema assicurativo iniquo denuncia il fenomeno delle “targhe polacche”, ritenute un danno economico e sociale che minaccia libertà e la legalità. In un comunicato, si esprime preoccupazione per l’incremento del fenomeno delle immatricolazioni di veicoli con targhe estere a Napoli, fenomeno noto come “targhe polacche”. Questo fenomeno, che da isolato, sta diventando sistemico – si legge -, ha gravi ripercussioni economiche, sociali e legali sulla città e per l’Italia. Il sistema assicurativo italiano permette alle compagnie assicurative di rastrellare ricchezze dei territori in modo ingiustificato danneggiando la crescita e l’economia, crea povertà. “Le ragioni principali di questa diffusione risiedono nella disomogeneità dei premi assicurativi obbligatori tra le diverse regioni italiane – denuncia il presidente dell’Associazione Carlo La Catena, Nicola Perna -. A Napoli, infatti, i costi delle assicurazioni raggiungono cifre ingiustificate e insostenibili: circa 1.500 euro per uno scooter, mentre in altre aree del Paese l’importo si attesta intorno ai 300 euro. Questo divario non solo crea un ingiustificato danno economico per i cittadini, ma alimenta anche pratiche illecite, favorendo l’importazione di veicoli immatricolati all’estero e sottraendo risorse all’erario e all’economia locale”. Il fenomeno delle ”targhe polacche” non rappresenterebbe solo una questione di disparità economica, ma una potenziale minaccia per la sicurezza e la legalità del territorio. “Inoltre – spiega Perna -, questo sistema di elusione fiscale danneggia l’intera collettività, poiché comporta una significativa perdita di entrate per lo Stato, sia per quanto riguarda le imposte sull’acquisto dei veicoli che per quelle relative alle immatricolazioni e ai tributi locali. La mancata riscossione dei premi assicurativi riduce anche le risorse destinate a garantire la sicurezza stradale e la protezione dei cittadini”. L’Associazione Carlo La Catena ritiene che questa situazione non possa più essere ignorata. È necessario un intervento urgente da parte delle istituzioni competenti per sanare questa disparità di trattamento e contrastare i circuiti economici opachi che potrebbero essere legati alla criminalità organizzata. Le politiche pubbliche devono garantire un’adeguata regolamentazione del mercato delle assicurazioni, affinché vengano tutelati i diritti dei cittadini e l’equità del sistema fiscale nazionale.
