Strade killer: ogni giorno un pedone rischia la vita
A Napoli e in Campania attraversare la strada sta diventando un gesto sempre più pericoloso. Non è un’esagerazione né una percezione dettata dalla paura. I fatti parlano chiaro. Ogni settimana si registrano incidenti, investimenti e tragedie che colpiscono pedoni, ciclisti e motociclisti. Una scia di sangue che continua ad allungarsi e che sembra non scuotere abbastanza le coscienze.
Il problema non è soltanto il traffico caotico delle grandi città o le strade che lasciano a desiderare. Alla base di molti incidenti c’è soprattutto un comportamento irresponsabile di chi guida: velocità eccessiva, sorpassi azzardati, distrazione al volante e totale mancanza di rispetto per chi attraversa la strada.
Non è raro assistere a scene che ormai sembrano diventate la norma, un’auto che si ferma davanti alle strisce pedonali per far passare qualcuno e un’altra vettura che, invece di rallentare, sorpassa di lato con una manovra pericolosa. In quei pochi secondi può accadere l’irreparabile.
Tragedie recenti che non possono essere ignorate
Negli ultimi giorni la cronaca ci ha raccontato l’ennesima serie di incidenti gravi, alcuni dei quali con esiti tragici.
Nel centro di Napoli due donne sono state travolte e uccise mentre attraversavano sulle strisce pedonali nella zona di Porta Nolana. Alla guida dell’auto c’era un uomo che procedeva a forte velocità e che, secondo gli accertamenti, era sotto l’effetto dell’alcol. Una tragedia che ha sconvolto la città e riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale.
Pochi giorni dopo un altro investimento mortale ha colpito la comunità: un uomo di 84 anni è stato travolto da uno scooter mentre attraversava la strada. Trasportato d’urgenza in ospedale, non è riuscito a sopravvivere alle gravi ferite riportate.
Episodi che si aggiungono a una lunga lista di incidenti che negli ultimi anni hanno trasformato molte strade della città in veri e propri punti neri.
Quando la fretta diventa un’arma
Dietro molti di questi incidenti si nasconde sempre la stessa dinamica, ovvero la fretta. Automobilisti che non vogliono aspettare, che sorpassano file di auto ferme, che ignorano le strisce pedonali come se fossero un semplice segno sull’asfalto.
In una società sempre più frenetica sembra essersi perso il senso del rispetto verso gli altri utenti della strada. Il pedone, che dovrebbe essere il soggetto più tutelato dal codice della strada diventa, invece, l’anello più debole.
E non è solo una questione di regole, è una questione di cultura civica. Perché chi guida a velocità sostenuta in città sa perfettamente che potrebbe mettere a rischio la vita degli altri.
Controlli più severi o un cambio di mentalità?
La domanda che molti cittadini si pongono è inevitabile: come si può fermare questa escalation di incidenti?
C’è chi invoca controlli più severi e una presenza più costante delle forze dell’ordine sulle strade. Autovelox, telecamere e pattuglie potrebbero certamente contribuire a scoraggiare comportamenti pericolosi.
Altri chiedono pene più dure per chi provoca incidenti a causa di guida spericolata, sotto l’effetto di alcol e droghe o lasciandosi distrarre da smartphone. La legislazione sull’omicidio stradale rappresenta un passo avanti, ma spesso la sensazione diffusa è che non basti.
Più trasporto pubblico per meno auto
Esiste però anche un’altra strada per affrontare il problema, ridurre il numero di auto in circolazione.
Se i cittadini potessero contare su mezzi pubblici più efficienti, puntuali e frequenti, molti sceglierebbero di lasciare l’auto a casa (soprattutto oggi, con i sempre più elevati aumenti dei carburanti).
Metropolitane più capillari, autobus più affidabili e collegamenti meglio organizzati contribuirebbero a diminuire il traffico e lo stress alla guida.
Meno automobili sulle strade significherebbe meno caos, meno fretta e probabilmente anche meno incidenti.
La sicurezza stradale non può essere considerata un tema secondario. Dietro ogni incidente c’è una famiglia distrutta, una vita spezzata o segnata per sempre.
Napoli e la Campania non possono continuare ad assistere impotenti a questa lunga sequenza di tragedie. Perché attraversare la strada non dovrebbe mai diventare una scommessa con la propria vita.
Manuela Bottiglieri
