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Ricarica gratis alle colonnine del garage, collegate però alla rete pubblica

Al Vomero, il garage green ma a spese di tutti. Le ricariche elettriche alle colonnine interne di un’autorimessa erano collegate alla rete pubblica. Quando l’innovazione viaggia veloce. Talmente veloce da non fermarsi nemmeno davanti al contatore. In piazza degli Artisti, uno dei quartieri più eleganti e trafficati di Napoli, un garage aveva deciso di strizzare l’occhio al futuro offrendo ai clienti la ricarica per auto elettriche. Un servizio moderno, ecologico e – almeno nelle intenzioni – al passo coi tempi. Peccato che l’energia non arrivasse da fonti rinnovabili, ma direttamente dalla rete pubblica, rigorosamente a scrocco. A scoprire l’originale modello di “economia circolare” sono stati i carabinieri della stazione Vomero, insieme alla Polizia Municipale, durante un controllo di routine. Routine solo in teoria, perché quello che si sono trovati davanti somigliava più a una puntata di una sit-com partenopea che a una normale ispezione. L’intera autorimessa risultava illuminata grazie a un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, senza alcun contatore a disturbare il fluire gratuito dell’energia. Una soluzione semplice, efficace e soprattutto illegale. Alla stessa rete erano collegate anche le colonnine di ricarica per le auto elettriche, servizio per il quale i clienti pagavano una quota extra. In pratica, i titolari avevano trovato il modo di far pagare due volte: una ai clienti e l’altra, inconsapevolmente, alla collettività. Un capolavoro di creatività imprenditoriale che però non ha convinto i militari dell’Arma. Come se non bastasse, dal sopralluogo è emerso che l’attività era priva di SCIA, non aveva un’insegna autorizzata e nemmeno un passo carrabile. Insomma, più che un garage sembrava un’installazione artistica abusiva: “Parcheggia qui, paga lì, ma la luce è gratis”. I tre titolari sono stati denunciati per furto di energia elettrica e sanzionati per un totale di 1.770 euro. Ciliegina sulla torta: l’attività è stata sospesa. La vicenda resta come uno spaccato tragicomico della Napoli che corre verso la mobilità sostenibile, ma a modo suo. Un garage che si proponeva come avamposto dell’elettrico, salvo poi alimentarsi direttamente dalla presa di tutti. Perché va bene pensare al futuro, alle auto green e alle città intelligenti. Ma magari, la prossima volta, con un contatore vero.

Manuela Bottiglieri