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Quando l’inclusione diventa realtà

Si chiama Comitato Organizzatore Volla Music Festival, con presidente Lidia Ianuario, siamo in provincia di Napoli, e quest’anno lancia il Campo Scuola Estivo 2026: il primo campo itinerante e inclusivo del suo genere, pensato per abbattere ogni barriera (fisica, sensoriale, cognitiva) e offrire a tutti i bambini e ragazzi la stessa identica opportunità di vivere un’estate indimenticabile. Tutti. Nessuno escluso.

“L’estate si avvicina, e con essa tornano i campi scuola, le gite, le avventure all’aria aperta – spiega Lidia Ianuario -. Ma quante volte, da genitori o semplicemente da persone attente al mondo che ci circonda, ci siamo chiesti: e i bambini con disabilità? E i ragazzi neurodivergenti, quelli con ADHD, con sindrome di Down, i ciechi, gli ipovedenti, i sordi? Dove vanno loro, mentre gli altri si godono settimane di sport, risate e nuove amicizie?!.

Sul fronte sportivo, spazio a discipline che già per loro natura abbattono le distanze: Torball, Showdown, Sitting Volley, sport nati nel mondo della disabilità ma capaci di coinvolgere chiunque. E ancora calcio, volley, orienteering, percorsi avventura con istruttori qualificati, parchi acquatici accessibili. Non mancano le attività motorie specifiche per i ragazzi neurodivergenti, né i giochi cooperativi misti, perché imparare a collaborare, a rispettare i tempi e i limiti dell’altro, è forse la lezione più preziosa che un bambino possa portarsi a casa dall’estate.

“Ma il campo non è solo sport. È amicizia – sottolinea il presidente del Comitato Organizzatore Volla Music Festival -. È quella cosa difficile da insegnare in classe e impossibile da simulare: il confronto autentico con chi è diverso da te. Nuove esperienze, momenti di condivisione, collaborazione. Parole che rischiano di sembrare slogan, ma che in un contesto come questo diventano pratica quotidiana”.

Provate a immaginare un ragazzino normodotato che per la prima volta gioca a Showdown (uno sport da tavolo pensato per non vedenti) con gli occhi bendati, guidato da un compagno che non ci vede davvero. Cosa impara in quei dieci minuti? Molto più di qualsiasi lezione di educazione civica.

“Poi c’è un dettaglio che vale la pena sottolineare: il campo è itinerante. Non un posto fisso, una struttura inamovibile. Si muove, cambia, porta l’esperienza in luoghi diversi. Una scelta che parla da sola: l’inclusione non ha una sede, non sta ferma. Va portata ovunque – conclude Ianuario -. Per chi volesse iscrivere un fratello o un amico, è stato pensato anche a uno sconto dedicato con un gadget esclusivo in omaggio, perché convincere il proprio compagno di banco a vivere questa avventura insieme è già, di per sé, un primo piccolo atto di inclusione”.

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