Oroitaly, 141 imprese unite per il futuro dell’oro italiano
141 imprese unite per il futuro dell’oro italiano. È questo il piano strategico 2026 di Oroitaly. Sotto la guida del presidente Salvio Pace e con la direzione strategica dell’economista Gianni Lepre, l’organizzazione si prepara a un nuovo anno di impegni e di dialogo con le istituzioni nazionali e locali. Il bilancio dell’anno che si è chiuso da poco è più che positivo. Tra i successi, la IX Edizione del Premio Oroitaly, che ha celebrato le punte di diamante della produzione territoriale. A questo vanno aggiunti l’eccellente supporto operativo agli associati, dall’assistenza fiscale e normativa costante alla creazione di una rete di comunicazione immediata. Non ultimo il valore culturale di talune iniziative, come la rubrica “Storie d’Imprese” sul quotidiano Roma e il volume ispirazionale curato da Gianni Lepre dal titolo “Con il sole di Napoli negli occhi”, dedicato ai giovani aspiranti artigiani.
La mission per il 2026
Il piano d’azione per il 2026 mette al centro il “saper fare” e la protezione economica del commercio tradizionale attraverso 14 punti chiave, tra cui spiccano Bottega Scuola, un modello di formazione dove gli apprendisti imparano l’arte orafa a spese dello Stato o della Regione, eliminando i costi burocratici e contributivi per le imprese; le Vie dell’Eccellenza, un itinerario turistico tra Borgo Orefici, piazza Mercato, San Gregorio Armeno e quartiere Sanità, con botteghe aperte e convenzioni con le navi da crociera per attrarre il turismo internazionale; Tutela del Vicinato, ovvero una battaglia istituzionale per ottenere fitti calmierati e fiscalità di vantaggio per i piccoli negozi, a contrasto della desertificazione dei centri storici. “Oroitaly oggi non è solo un’associazione, ma un presidio di civiltà economica – sottolinea Gianni Lepre -. Con il progetto della Bottega Scuola vogliamo lanciare un ponte reale verso le nuove generazioni: non possiamo permettere che i nostri segreti millenari svaniscano per l’assenza di ricambio. Il 2026 deve essere l’anno in cui lo Stato riconosce finalmente l’artigiano come un educatore. Dobbiamo guardare avanti con il sole di Napoli negli occhi, pronti a trasformare le nostre radici nel motore del futuro italiano”.
