L’Anpi, la Russia e le conseguenze
Convegno, contestazione, commissariamento in tempi record. Un incontro che è stato definito “un ritrovo di putiniani” da Carlo Calenda e che, per il vicepresidente dell’Anpi Carlo Ghezzi, “ha messo in discussione il buon nome e il prestigio dell’associazione tutta”. Si è svolto a fine anno a Napoli, presso l’Università Federico II, dal titolo foriero di polemiche: “Russofilia- Russofobia Verità”. Presenti all’evento, che aveva tra gli organizzatori la sezione napoletana dell’Anpi Aurelio Ferrara, lo storico Angelo d’Orsi e l’ex parlamentare M5S Alessandro Di Battista. A scatenare le proteste da parte di alcune persone, a proposito dichiarazioni rilasciate in quella sede, ritenute troppo a favore dell’intervento russo in Ucraina e potenti al punto da sollevare contemporaneamente un polverone politico e una crisi all’interno dell’associazione dei partigiani. Risultato? È partita una comunicazione direttamente dal vicepresidente nazionale vicario dell’Anpi Carlo Ghezzi che ha commissariato la sezione Aurelio Ferrara. La cui spiegazione è arrivata dai social: “Come sezione ci siamo sempre mobilitati contro tutte le guerre, perché per noi non esistono guerre giuste. Senza ambiguità: abbiamo lottato per fermarle tutte e, nello stesso tempo, per difendere quei residui spazi di democrazia conquistati con la lotta partigiana. Spazi che non sono mai stati concessi dall’alto, ma strappati con una battaglia dura e sanguinosa dal basso. È dunque paradossale che per aver promosso un dibattito pubblico con docenti ed esponenti politici colpiti dalla censura, siamo stati etichettati come “filorussi”: un’accusa falsa e infamante, che respingiamo con forza. Ancora più grave è che, dopo le dichiarazioni di Calenda, la segreteria nazionale dell’ANPI abbia scelto di attaccarci, minacciarci e infine commissariarci. Siamo solidali con le sofferenze del popolo ucraino, così come con quelle dei soldati mandati al massacro su entrambi i fronti”.
