Frutti di mare, si o no? Bassetti ha risposto così
L’infettivologo Matteo Bassetti intervistato dal giornalista Vincenzo Mele a Campania24.
L’epatite A torna a far parlare di sé in Campania, dove i contagi risultano in aumento e cresce la preoccupazione tra i cittadini. Ma a fare chiarezza è l’infettivologo Matteo Bassetti, intervenuto durante la trasmissione Campania 24 condotta dal giornalista Vincenzo Mele, che invita a non cedere all’allarmismo e a leggere i dati con maggiore lucidità.
Secondo l’esperto, l’aumento dei casi non deve essere interpretato come un’emergenza in atto, ma piuttosto come la conseguenza di contagi avvenuti diverse settimane fa. L’epatite A, infatti, ha un periodo di incubazione molto lungo che può arrivare fino a cinquanta giorni, motivo per cui i casi registrati oggi sarebbero riconducibili con ogni probabilità alla prima metà di febbraio. Una precisazione importante che ridimensiona il timore diffuso e aiuta a comprendere meglio l’evoluzione del fenomeno.
Cosa mangiare senza rischi
Tra i dubbi più diffusi c’è quello legato alla sicurezza degli alimenti, in particolare pesce e frutti di mare, pilastri della tradizione gastronomica campana. Anche su questo punto Bassetti è netto e rassicurante, spiegando che non esiste alcun divieto generalizzato sul consumo di pesce, ma solo una raccomandazione temporanea a evitare i frutti di mare crudi fino a quando non sarà individuata con certezza l’origine del contagio.
Il virus, infatti, viene inattivato già a temperature intorno ai sessanta gradi, rendendo sicuro il consumo di prodotti cotti. Questo significa che piatti tipici come la zuppa di cozze possono essere consumati senza particolari rischi, a patto che la cottura sia adeguata. Rinunciare completamente al pesce, sottolinea l’infettivologo, sarebbe un errore, perché si tratta di un alimento fondamentale per una dieta sana ed equilibrata.
“L’epatite A è una malattia che colpisce il fegato ma che, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente nel giro di una o due settimane senza lasciare conseguenze”- spiega Bassetti – “I sintomi possono includere febbre, malessere generale e la tipica colorazione giallastra della pelle e degli occhi, anche se in molti casi l’infezione decorre in modo lieve o addirittura asintomatico. Proprio questa caratteristica rende più facile la diffusione del virus, che avviene per via oro-fecale, attraverso cibi contaminati, scarsa igiene o contatti stretti in ambito familiare.”
l vaccino può fare la differenza
In questo scenario, il vaccino rappresenta uno strumento di prevenzione particolarmente efficace. Bassetti ne sottolinea l’elevata copertura, capace di garantire un’immunità duratura nel tempo e di permettere ai cittadini di continuare a vivere senza timori anche in contesti potenzialmente a rischio. In una regione come la Campania, dove il consumo di frutti di mare crudi è parte integrante della cultura locale, una campagna vaccinale più ampia potrebbe rivelarsi una scelta strategica.
Il messaggio finale è un invito alla responsabilità, ma senza panico. Lavare accuratamente frutta e verdura, curare l’igiene delle mani e seguire le indicazioni sanitarie sono comportamenti fondamentali, oggi più che mai. L’allarme, conclude l’infettivologo, è destinato a rientrare in tempi brevi, e con le giuste precauzioni sarà possibile tornare presto alla normalità, senza rinunciare alle tradizioni ma con una maggiore consapevolezza.
Manuela Bottiglieri
