Caccia agli “spacciatori di pezzotti”
Streaming pirata, colpo globale alla rete illegale. Il tasto “off” è stato premuto contro il crimine digitale: milioni di utenti e un business segreto da un milione al mese. Un solo comando e lo schermo si è spento. Così è crollata una delle più vaste reti di streaming illegale mai individuate in Europa. L’operazione, chiamata emblematicamente “Switch Off”, ha messo fine a un sistema che muoveva milioni di euro ogni mese e che permetteva a utenti di tutto il mondo di guardare illegalmente film, serie tv e partite in diretta pagando pochi euro. A coordinare il maxi blitz è stata la Procura di Catania, con il supporto delle polizie di diversi Paesi e delle principali agenzie internazionali contro il crimine informatico: Europol, Eurojust e Interpol.
Dietro lo schermo, un’organizzazione criminale internazionale
Quella che sembrava una semplice “furbata tecnologica” era in realtà una struttura criminale complessa e ramificata. Le indagini hanno portato all’identificazione di 31 indagati, residenti non solo in Italia ma anche in Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi. Un gruppo capace di gestire server, canali di vendita, pagamenti criptati e una rete di rivenditori che operava come una vera azienda parallela dello streaming. Con un abbonamento tra i 10 e i 12 euro al mese, milioni di utenti potevano accedere ai contenuti delle più note piattaforme ufficiali: Sky, Dazn, Mediaset, Netflix, Amazon Prime, Disney+ e Paramount. Secondo gli inquirenti, il giro d’affari aveva raggiunto cifre impressionanti: oltre un milione di euro al mese, generati attraverso pagamenti tracciati soprattutto in criptovalute, difficili da intercettare senza sofisticate analisi finanziarie. L’operazione è il risultato di un’indagine lunga e silenziosa, partita un anno fa come sviluppo della precedente azione internazionale chiamata “Taken Down”. Gli investigatori hanno analizzato computer, smartphone, hard disk e flussi digitali, seguendo le tracce lasciate dai server e dalle transazioni virtuali. Un lavoro di pazienza tecnologica che ha permesso di smontare pezzo dopo pezzo l’infrastruttura del sistema illegale.
Siti oscurati e canali Telegram chiusi
Il blitz ha portato all’oscuramento di oltre 100mila utenti solo in Italia e milioni a livello globale. In particolare sono state sequestrate tre note piattaforme IPTV illegali molto diffuse: IptvItalia, MigliorIptv e DarkTv. Chiusi anche i canali Telegram e i siti vetrina utilizzati per vendere gli abbonamenti, oggi sostituiti dai cartelli di sequestro giudiziario. In Romania è stata individuata una delle centrali operative principali, che distribuiva contenuti tramite sei server collocati tra l’Europa dell’Est e un Paese africano. Tra gli episodi più significativi dell’operazione c’è quanto emerso a Napoli, dove gli agenti hanno individuato una sim-farm con oltre 200 schede telefoniche, decine di smartphone e numerose carte di credito. Un vero laboratorio digitale utilizzato per gestire identità, pagamenti e comunicazioni legate al mondo del cybercrime. L’operazione “Switch Off” mostra il volto nascosto della pirateria digitale: non piccoli trucchetti domestici, ma reti organizzate, affari milionari e collegamenti internazionali. Un sistema che sfrutta tecnologia, anonimato e semplicità d’accesso per trasformare un reato informatico in un’industria clandestina globale. Le indagini continuano per individuare nuovi collegamenti e possibili diramazioni ancora attive della rete smantellata.
Manuela Bottiglieri
