Basta sagre della mozzarella, sostenete l’Emeroteca Tucci
Appello del professore Ernesto Mazzetti per l’Emeroteca Tucci, al nuovo governatore della Campania a sostenere iniziative culturali vere e stabili come la Biblioteca dei giornalisti, che produce eventi e incontri di spessore e pubblica anche un proprio catalogo. “Ricordo, persino, di una convenzione con l’ordine dei giornalisti – ha detto Mazzetti nel corso del programma Studio Mattina, rispondendo alle domande di Barbara Petrillo e di Ciro Villano -, che doveva sostenere l’Emeroteca attraverso le quote degli iscritti, della quale si è persa traccia”. L’attenzione per questa istituzione importantissima mancava da troppo tempo, è stato sottolineato nel corso dell’intervista, merito va al nuovo direttore del Mattino. “A Vincenzo Di Vincenzo va il riconoscimento di aver capito che occorreva un impegno forte da parte del suo giornale. Infatti, ha subito avviato una campagna dedicata all’Emeroteca Tucci che ha urgente bisogno di fondi. Lode al Mattino, che continui!”. La differenza rispetto a altre biblioteche pagate dallo Stato – quali la Nazionale, quella Universitaria, quella dei Girolamini, l’Archivio di Stato – è che per l’Emeroteca c’è uno stanziamento regionale, voluto da Rastrelli, che negli anni è sparito. Il presidente dell’Emeroteca Salvatore Maffei, ha più volte fatto riferimento al mancato finanziamento della legge regionale n. 12 del 5 Giugno 1996, firmata dall’allora presidente Rastelli. Questa legge fu finanziata fino al 2001, con importi diversi (il primo di 600 milioni di Lire). Negli anni successivi i fondi regionali sono arrivati solo nel 2016. Eppure, questo luogo conserva oltre diecimila collezioni di periodici italiani e stranieri, il più antico del 1648. Raccolte in trecentomila volumi, di cui duecento unici al mondo. Cinquantamila libri comprendenti incunaboli, volumi rarissimi del 1500 e del 1600, lettere autografe di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli, una collezione unica di oltre cento manifesti futuristi. Perché sostenere l’Emeroteca? È stato chiesto al professore Ernesto Mazzetti. “Perché questa è la memoria di una città e di un intero paese. Ci sono i giornali del tempo della Rivoluzione francese, sulla caduta dei Borbone, che parlano del Risorgimento italiano. Persino io compaio, in un giornale del 1938 in cui si parla della mia nascita, fatto di minore importanza, rispetto alla contemporanea visita di Hitler a Napoli e all’approvazione delle leggi antiebraiche”.
