Alla Reggia di Caserta si coltiva arte e altro
Nel silenzio solenne dei viali alberati e tra i riflessi dell’acqua che attraversa il Parco Reale, la Reggia di Caserta continua a reinventare il proprio dialogo con il tempo. Non più soltanto luogo della memoria, ma spazio che respira, cresce e produce. È da questa visione che nasce il Giardino della Camelia, un nuovo progetto dedicato al cibo a chilometro zero, alla sostenibilità e alla cultura verde. Un’iniziativa che trasforma una piccola masseria del parco in un luogo di incontro tra natura, comunità e saperi antichi, restituendo al complesso borbonico quella vitalità per cui era stato originariamente concepito. Per troppo tempo l’idea di museo è stata associata a qualcosa di immobile, quasi congelato nel passato. Ma nella residenza reale più grande al mondo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997, la storia sembra voler scorrere ancora, come l’acqua che attraversa le sue fontane monumentali. Qui la tutela non significa soltanto conservare, ma anche attualizzare. Il Parco Reale custodisce infatti un immenso patrimonio naturale e rurale che oggi diventa occasione per nuove forme di divulgazione, produzione e partecipazione. Negli ultimi anni alcuni spazi secondari del parco sono stati recuperati e trasformati in piccoli centri dedicati all’agricoltura sostenibile, alla didattica ambientale e alla cultura del territorio. Il Giardino della Camelia rappresenta l’ultimo tassello di questa visione: un luogo dove la terra, le piante e i frutti tornano protagonisti.
Il progetto SEMI e il museo verde
Alla base di questo cambiamento c’è SEMI – Sviluppo e Meraviglia d’Impresa, un programma avviato dal Ministero della Cultura nel 2022 per valorizzare il Parco Reale come un grande museo verde. L’idea è semplice e potente: aprire il patrimonio naturale della Reggia alla collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà private, creando progetti capaci di generare cultura, economia e inclusione. Un esempio concreto è quello delle Serre di Graefer, complesso storico recentemente restaurato e restituito al pubblico come spazio per visite, concerti, laboratori e attività culturali. Il Giardino della Camelia nascerà proprio in dialogo con queste serre, ampliando l’offerta culturale e gastronomica del parco. Essere un sito UNESCO significa anche assumere un ruolo attivo nel territorio. Per questo la gestione della Reggia ha scelto di adottare il principio della sussidiarietà orizzontale, coinvolgendo associazioni, cooperative sociali e cittadini nei progetti di valorizzazione. Il nuovo spazio prenderà vita all’interno di una struttura storica legata all’antico mulino e alla Casa di Guardia di Ercole, un edificio che in epoca borbonica serviva a sorvegliare i giardini reali. Col tempo era diventato una semplice abitazione per i custodi del museo. Oggi torna a essere un luogo di attività e di comunità. Tra i protagonisti del progetto ci saranno anche cooperative sociali impegnate su terreni confiscati alla criminalità organizzata e realtà che lavorano con donne vittime di violenza. Alcune di queste collaborazioni sono già attive nel parco con la raccolta della frutta e la produzione di confetture.
Il gusto della terra e delle stagioni
Il Giardino della Camelia sarà uno spazio polifunzionale dove il visitatore potrà scoprire il lato più autentico della Terra di Lavoro, territorio ricco di eccellenze agricole ed enogastronomiche. Tra le attività previste: degustazioni di prodotti locali e piatti a chilometro zero, tisaneria e bevande aromatiche preparate con erbe e ingredienti del parco, piccoli laboratori di educazione alimentare, eventi culturali dedicati alla sostenibilità e alla biodiversità. Accanto alla proposta gastronomica troveranno posto anche oggetti artigianali sostenibili e produzioni agricole selezionate, trasformando lo spazio in una piccola vetrina delle eccellenze del territorio. Il progetto prevede inoltre un Temporary del gusto, pensato come finestra sull’enogastronomia locale, e un punto di degustazione presso la Vecchia Garitta, dedicato alle specialità tutelate dai consorzi di qualità. Se i lavori di ristrutturazione procederanno come previsto, il Giardino della Camelia potrebbe aprire già nel mese di maggio, proprio quando il parco della Reggia si riempie di luce e profumi. Sarà allora che la storia, la natura e il cibo torneranno a incontrarsi tra questi viali antichi.
Manuela Bottiglieri